Breve visita sentimentale in piazza San Pietro

Esistono centinaia di guide più o meno approfondite che riguardano piazza San Pietro e la cattedrale più importante del cattolicesimo. Noi ci proponiamo di raccontare (con un po’ d’enfasi in eccesso) un’esperienza del tutto personale e “disinformata” (senza particolari riferimenti alla storia dell’arte o della Chiesa), al fine di trasmettere una goccia del fiume di emozioni che ogni giorno attraversa il cuore della cristianità occidentale.

Spesso si sente definire il colonnato della piazza come un abbraccio e in parte è sicuramente così. Ma quando si è lì sotto, si guardano le immense colonne dominare la folla con soltanto l’obelisco a fronteggiarle, provando un sentimento paragonabile ad una stretta alla gola. Dura soltanto qualche istante. Appena un secondo ed è l’abbondanza, irragionevole, di bellezza a prendere il sopravvento. Tutte quelle enormi statue, ne basterebbe una a dare prestigio ad un intero museo, svolgono il loro ruolo di sontuoso ornamento. Si cammina avendo l’impressione di essere osservati da quelle immobili divinità.

Come se già non ci fosse una tremenda carenza d’ossigeno, entrare in cattedrale toglie ogni possibilità di respirare. Basta girarsi a sinistra e solo un vetro ci separa dalla Pietà di Michelangelo. C’è come un senso d’irrealtà nell’aria, certi livelli di meraviglia non sono sostenibili! Statue maestose si atteggiano nelle loro pose immortali incuranti dei nasi all’insù. L’architettura sembra pensata per accogliere giganti.

Tutto in apnea, il viaggio è comunque troppo breve. Si vorrebbe semplicemente restare lì per sempre, diventare uno di quei monumenti per tentare inutilmente di abituare lo sguardo all’incredibile.

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