Belgio: dichiarazione dei responsabili dei culti in difesa dei corsi di religione a scuola

E’ stata convocata una riunione di urgenza il 6 settembre a Bruxelles alla quale hanno partecipato tutti i leader delle religioni presenti in Belgio. Scopo della riunione, dare voce ad inizio di anno scolastico alla preoccupazione di vedere i corsi di religione ostacolati e talvolta addirittura soppressi nelle scuole primarie del Belgio francofono

In un comunicato appello che è stato diffuso oggi, i responsabili delle Chiese e religioni del Belgio, cristiani, ebrei, musulmani, si rivolgono direttamente ai genitori degli studenti sottolineando quanto siano “importanti” i corsi di religioni nell’insegnamento primario e nella educazione dei bambini e dei giovani. E scrivono: “I valori della fede, della giustizia, del dialogo e della pace che si ritrovano in tutte le convinzioni, permettono non solo di approfondire le radici della loro cultura religiosa, ma sono anche un lievito potente per costruire il vivere insieme”. Colpito dagli attentati del radicalismo jihadista e sotto la minaccia del terrorismo, il Belgio ha deciso di prendere le distanze dalle religioni e il 21 ottobre del 2015 il governo della Federazione Vallonia-Bruxelles ha deciso con un decreto di introdurre e proporre agli studenti delle scuole pubbliche (dal 2016, agli alunni delle primarie, al 2017 a quelli delle secondarie) un corso di “educazione alla filosofia e alla cittadinanza”, alternativo al corso di religione. Ma il decreto sta avendo nelle scuole le prime ripercussioni negative e nella riunione convocata il 6 settembre, i leader religiosi hanno condiviso “la preoccupazione dei genitori degli studenti quando sono venuti a sapere che in alcune scuole il corso di religione era saltato e che i professori di religione erano stati confinati ad incontrare i loro studenti in sale di studio”, e quindi non nella loro classe. Nel comunicato i responsabili dei culti chiedono che a fianco dei corsi di educazione alla filosofia e alla cittadinanza, “venga mantenuto il corso di religione, in conformità con la Costituzione e le leggi in materia”. Ed aggiungono: “Nella nostra società, la libertà religiosa e la libertà di espressione sono libertà fondamentali. Un corso di religione permette agli studenti di conoscere meglio il contenuto della fede e di interrogarsi su quel contenuto. Fornisce criteri e griglie di lettura di esprimere le proprie credenze in una società multiculturale e multivaloriale”. Sempre a questo proposto, i responsabili dei culti denunciano la pressione fatta dalla Fapeo (la Federazione che riunisce le associazioni dei genitori) sui genitori distribuendo nelle scuole un volantino in cui si invitavano le famiglie a dispensare i ragazzi dai corsi di religione e morale per iscriverli ai corsi di educazione alla filosofia e alla cittadinanza. Iniziativa per la quale i genitori dei ragazzi cattolici musulmani, ebrei, ortodossi protestanti ed evangelici non sono stati informati.

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