Bambini: resilienti come “I Fiori di Gerico”

Sarà presentato il 12 dicembre nellaula consiliare del Comune di Rieti, alle ore 17, il libro scritto «a quattro mani e due cuori» da Alessandra Pasqualotto e Catiuscia Rosati: “I Fiori di Gerico”, edito da Amarganta. Un lavoro che guarda all’universo delle adozioni, con uno sguardo che parte dal di dentro, ma che non rinuncia a raccontare una doppia condizione umana: quella del genitore adottivo oltre che del bambino.

Un rapporto messo il parallelo con la pianta di Gerico, che anche «in condizioni di siccità prolungate, non muore, ma si chiude a riccio. Innaffiata e curata rinverdisce e si dischiude, mostrando con fiducia foglie e rametti nuovi. È una pianta resiliente proprio come ogni bambino adottivo: resiliente, ossia capace di resistere, coraggioso e fiducioso, nonostante tutto, che possa arrivare un giorno qualcuno capace di dissetarlo».

Ma nulla è facile o scontato: «il libro – spiega Catiuscia – è un racconto dedicato alla verità. In queste pagine l’impegno e la difficoltà sono stati proprio quelli di non far finta che tutto sia normale, che una mamma adottiva sia uguale a una mamma naturale o biologica, che il rapporto genitori figli sia sempre incrollabile. In queste pagine abbiamo faticosamente guardato con verità dentro di noi. Abbiamo tentato di superare il naturale senso di pudore dei sentimenti, di andare oltre la retorica, il conformismo ideologico e morale. Il nostro unico scopo è mettere la nostra esperienza a disposizione di coloro che vogliono conoscere, scoprire, vivere l’avventura dell’adozione che in maniera “quasi brutale” impone un’improvvisa esplorazione e una crescita interiore».

«Scoprendo l’adozione – aggiunge Alessandra – ho capito subito che non si può essere genitori da soli. L’adozione ha bisogno di genitori collettivi. È un progetto importante al quale non ci si può avvicinare per colmare semmai una lacuna ma per restituire ad un bambino una possibilità di crescita e di inserimento nella società che diversamente era stata negata. Affronto ogni giorno così il mio percorso di mamma adottiva e, attraverso “I Fiori di Gerico”, vorrei che passasse questo messaggio».

Secondo Alessandra, infatti, «la nostra società non è ancora pronta ad accogliere il mondo dell’adozione. È un problema culturale, innanzitutto. È bene dirlo ad alta voce. Penso ad esempio alla scuola che non è formata in maniera adeguata all’accoglienza dei bambini adottati che portano con sé un bagaglio sempre molto pesante, fatto di rifiuti, di abbandoni, a volte anche di maltrattamenti. I bambini adottati ci chiedono di essere amati e di rispettare il loro passato. Ci pongono difronte a sfide forti, ci mostrano spesso il peggio per assicurarsi la nostra accoglienza piena e incondizionata non solo all’interno della famiglia, ma anche fuori. La scuola sconta un gap ancora molto significativo che non consente a questi bambini la piena integrazione nel contesto classe. Distanti sono perfino i testi scolastici che aumentano la diversità quando affrontano lo studio della Storia nella primaria. Se la società non è pronta a questo genere di accoglienza, chiediamo una volta di più a questi bambini di essere resilienti. Di farcela, nonostante tutto. E questo libro ne è una testimonianza».

Nel libro c’è dunque l’intesa di due mamme, che si sono ritrovate a gestire il “Mondoadozione”. «Un libro scritto a quattro mani – ripete Catiuscia – e, aggiungiamo, a più cuori e con mille emozioni. La nostra corrispondenza è quasi spirituale, va oltre l’amicizia e il frequentarsi piacevolmente. Siamo unite da un filo invisibile, un legame forte nato dalla condivisione di un progetto di vita totalizzante. Io dico grazie ad Alessandra che già mamma adottiva mi ha aiutato a capire e a capirmi, a trovare la forza per diventare la mamma che ama e deve amare senza egoismo, senza possessione, senza condizione».

I proventi del libro saranno devoluti al CentroAlma Mater. La Presidente, Eleonora Piras, li impegnerà per progetti sull’adozione e sulla formazione dei genitori adottivi.

«È stato faticoso tirar fuori le emozioni più intime, ma a volte è necessario per crescere e per capire» concludono le autrici del libro. Un testo che «possiede tante anime: di chi lo ha scritto e di tutti coloro che lo leggeranno» e contiene tanti contributi all’interno di giudici e di psicoterapeuti. Oltre alla prefazione della Presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali Silvia Della Monica.

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