La parole del Papa

Aver sete

Terza domenica di Quaresima; il Vangelo ci parla della sete fisica e spirituale, di un pozzo, una donna, e di un incontro

È una piazza San Pietro senza persone quella che papa Francesco vede affacciandosi dalla finestra dello studio dopo la recita dell’Angelus. Benedizione alla città, e un pensiero ai malati, medici, infermieri, e volontari, ai quali l’arcivescovo di Milano dedica la celebrazione che presiede nel policlinico del capoluogo lombardo.

Ai sacerdoti il Papa chiede di non fare come don Abbondio ma di “essere vicini al popolo, perché il popolo non si senta abbandonato”. Preghiera per la città e per il mondo che rinnova a Santa Maria Maggiore, e a San Marcellino al Corso, che raggiunge a piedi lungo via del Corso; preghiera ai piedi del crocifisso miracoloso che, nel 1522, venne portato per le strade di Roma per chiedere la fine della peste.

 

La donna rimane colpita da come Gesù parla della sua situazione: quell’uomo potrebbe essere il Messia e va a raccontarlo alla sua gente. “Come la Samaritana, chiunque incontra Gesù vivo sente il bisogno di raccontarlo agli altri”. Anche noi, dice il Papa, “generati a vita nuova mediante il Battesimo, siamo chiamati a testimoniare la vita e la speranza che sono in noi. Se la nostra ricerca e la nostra sete trovano in Cristo pieno appagamento, manifesteremo che la salvezza non sta nelle “cose” di questo mondo, che alla fine producono siccità, ma in Colui che ci ha amati e sempre ci ama”.

Fabio Zavattaro per il Sir

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