Author: David Fabrizi

About David Fabrizi

Nato a Rieti nel 1974 è grafico e fotografo.

La strategia della bellezza

Vediamo di continuo movimenti di protesta e indignazione, soprattutto in opposizione alle grandi ingiustizie sociali ed economiche. Ma anche vicende piccole riescono a scatenare prese di posizione e petizioni, quando toccano le abitudini o contrastano con il buon senso. Non sempre, però, questi movimenti riescono a cambiare le cose

Ma è proprio vero che a Rieti non accade mai niente?

Se per caso ci si mette a compilare l’elenco delle iniziative culturali della città, ci si stupisce di quante siano e della loro qualità, mediamente alta. Dai libri alla musica, dal teatro alla danza, dalle arti figurative alla fotografia, i momenti di incontro e pensiero sono tanti e diffusi su tutto l’arco dell’anno. Perché allora è un luogo comune che Rieti sia una città moribonda, culturalmente asfittica, dove nulla mai accade?

Con Lui o senza di Lui cambia tutto

È “Custodire e coltivare”, lo slogan della tre giorni dell’Incontro pastorale. Perché nel guardare alle ricadute sociali dell’evangelizzazione, non si può mettere da parte la relazione tra “eco-logia” ed “eco-nomia”. L’obiettivo è quello di suscitare un’azione pastorale impegnata capace di leggere alla luce del Vangelo i piccoli e grandi problemi del presente e agire in modo nuovo e creativo

Restare a Rieti? Ne vale la pena se non rinunciamo a cambiarla in meglio

La città ha bisogno di generare nuove dinamiche, capaci di coinvolgere persone e gruppi affinché portino avanti i progetti e li facciano fruttare. Senza ansietà, ma con convinzioni chiare e tenaci. Un approccio che è nelle corde del prossimo Incontro pastorale della diocesi di Rieti, in programma il 7, 8 e 9 settembre, centrato sulle ricadute sociali dell’evangelizzazione

Il cammino come arte dell’incontro

Camminare è un ottimo modo per costruire una mappa mentale di dove ci troviamo, per dare vita a una bussola che ci aiuti a percorrere un paesaggio non solo urbano e naturale, ma anche mentale. E a poco a poco si scopre che i punti di riferimento, dovrebbero in una certa misura essere comuni. Camminando, cioè, si scopre che il nostro rapporto con gli altri e con il mondo che ci circonda non può iniziare dal nostro io. Sarà per questo, nonostante tanti discorsi, che il camminare non solo è un’attività in realtà poco praticata, ma spesso è anche guardata con sospetto e fastidio?

Appunti per una ecologia del web… e non solo

Chissà quante volte, navigando su internet, sarete stati disturbati o interrotti dalla pubblicità. Per ovviare a questo inconveniente si può cercare di impostare il browser in modo da limitare gli avvisi, e se questo non dovesse essere sufficiente esistono dei programmi che operano nello stesso modo: i così detti ad-blocker. La cosa sembra pacifica, ma il fenomeno merita forse un ragionamento più articolato. Anche perché pure quello mediatico è un “ambiente”, e in quanto tale avrebbe diritto a una sua ecologia

“Enciclicando”: sulle strade della «Laudato si’» si viaggia… a pedali

Il progetto delle Comunità Laudato si’ si presenta come uno spazio aperto a molteplici contributi e a diverse strade da percorrere, anche a partire da interventi minimi. Del resto, se ha ragione papa Francesco, che nell’enciclica afferma che tutto è connesso, nessun ambito sfugge alla possibile conversione a una ecologia “integrale”, compreso quello quotidiano delle piccole città e dei paesi, dove sicuramente non mancano margini di miglioramento

Cittaducale: un Archivio per guardare avanti

L’Archivio storico di Cittaducale è un buon esempio delle cose buone che i laici possono realizzare in parrocchia, valorizzando insieme attività pastorale, memoria e sguardo verso il futuro. Le carte un tempo dimenticate, oggi valorizzate e messe sotto tutela dal Ministero per i Beni Culturali, faranno infatti presto di un più ampio esperimento culturale e religioso, al cui centro si trova la parrocchia.

Dopo i fatti di Macerata: l’integrazione è un lavoro paziente e complicato

A Rieti come altrove i social network sono pieni di recriminazioni, accuse e offese contro gli stranieri, anche se fuori dalla rete la convivenza quotidiana non fa registrare le situazioni drammatiche di altre città. Fatta eccezione per alcune realtà particolari, l’integrazione è comunque minimale e a conti fatti il fenomeno viene vissuto con un sentimento che oscilla tra l’indifferenza e l’ostilità.

Campagna elettorale, un argomento che manca

Con le elezioni del 4 marzo alle porte, si sente di ragionare tecnologia e politica soprattutto in termini di influenza dei social network – e di riflesso delle fake news – sul consenso elettorale. Ma il rapporto tra rivoluzione digitale e democrazia è probabilmente più complesso. Ci sarebbe ad esempio da ragionare su quali implicazioni potrebbero avere la stampa 3D e la fabbricazione in casa degli oggetti, su cosa comporterà l’avanzata dell’«internet delle cose», sul potere che poche grandi aziende derivano dalla possibilità di manipolare i cosiddetti «big data». Il dibatito sembra lontano dalle possibilità dell’attuale campagna elettorale, anche se alcuni piccoli segnali sarebbero possibili

Siamo gente d’autunno o di primavera?

Gli indicatori statistici nazionali parlano di un paese in ripresa, di un timido ritorno alla crescita, ma a Rieti e provincia l’inversione di tendenza si fatica a vederla. L’umore generale, di conseguenza, resta piuttosto cupo. Non bisogna però lasciarsi sopraffare dallo scontento, altrimenti si finisce per perdere di vista pure le opportunità, i fatti positivi, i motivi di conforto

Una “Casa del Futuro” con le radici nel passato

L’ Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia costruita con prorompente energia spirituale e intellettuale da don Giovanni Minozzi e padre Giovanni Semeria fu a suo tempo perno di ricostruzione sociale e materiale.
Negli anni 20 si trattava di rimediare ai danni provocati dalla prima guerra mondiale; oggi, l’area in cui l’Istituto sorge ad Amatrice sembra ereditare quella stessa vocazione in funzione del terremoto, ma con la possibilità di vivere quell’anelito al progresso materiale e morale in chiave moderna.

Investimenti sulle infrastrutture: «una scelta politica strategica»

«Vogliamo che la gente continui ad abitare l’Appennino. È una scelta politica strategica di valorizzazione delle aree interne. Non presentiamo promesse ma pezzi di un lavoro già in campo». Così il ministro Graziano Delrio, accompagnato dai presidenti delle regioni Lazio e Marche e dagli amministratori delegati dell’Anas e della Rete Ferroviaria italiana, ha cercato di marcare la distanza tra i cruiciali interventi sulle infrastrutture presentati al territorio e le troppe attese deluse degli ultimi anni