Author: Daniele Rocchi

Giornata Mondiale della Gioventù 2019

Gmg 2019, don Falabretti (Cei): «Tempo di verifica per giovani e adulti. Nello zaino il ricordo dell’incontro di agosto con Francesco»

Tutto pronto o quasi per la spedizione italiana per la Gmg di Panama: circa 900 i giovani azzurri guidati da 15 vescovi, tra i quali il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei. 

Tutto pronto o quasi per la spedizione italiana per la Gmg di Panama: circa 900 i giovani azzurri guidati da 15 vescovi, tra i quali il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei. 

Mondo

Iraq: a Karamles anche lo scheletro del campanile di san Taddeo, distrutto dall’Isis, annuncia il Natale

La chiesa di san Taddeo nel villaggio cristiano di Karamles, nella Piana di Ninive (Iraq), tornerà a riempirsi di fedeli per questo Natale. Distrutta e profanata dallo Stato Islamico è stata ricostruita dai parrocchiani che hanno lasciato intatto solo ciò che resta del campanile come segno di vittoria.

La chiesa di san Taddeo nel villaggio cristiano di Karamles, nella Piana di Ninive (Iraq), tornerà a riempirsi di fedeli per questo Natale. Distrutta e profanata dallo Stato Islamico è stata ricostruita dai parrocchiani che hanno lasciato intatto solo ciò che resta del campanile come segno di vittoria.

Mondo

Crisi in Grecia, padre Patsis (Caritas): «Aiutateci! Da soli non ce la facciamo più a dare aiuto»

Lo scorso 20 agosto la Grecia è uscita ufficialmente dal programma di aiuti europeo, avviato a maggio del 2010 per fare fronte alla voragine del suo deficit pubblico. Ma la crisi può dirsi davvero finita? Per i greci è iniziata, forse, la ripresa? 

Lo scorso 20 agosto la Grecia è uscita ufficialmente dal programma di aiuti europeo, avviato a maggio del 2010 per fare fronte alla voragine del suo deficit pubblico. Ma la crisi può dirsi davvero finita? Per i greci è iniziata, forse, la ripresa? 

Pellegrinaggi

Terra Santa, 2018 anno boom per i pellegrinaggi, monsignor Marcuzzo: «Pellegrini ambasciatori di pace»

Tornano i pellegrini in Terra Santa. Nei santuari gestiti dalla Custodia di Terra Santa, i pellegrini sono stati (fino ad oggi) 538.429. Un dato quasi raddoppiato rispetto al 2016. Le cifre fornite dal Central Bureau of Statistics di Israele parlano di circa 3.399.300 arrivi turistici, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2017 (2.966.000) e del 44% (2.364.700) rispetto al 2016.

Tornano i pellegrini in Terra Santa. Nei santuari gestiti dalla Custodia di Terra Santa, i pellegrini sono stati (fino ad oggi) 538.429. Un dato quasi raddoppiato rispetto al 2016. Le cifre fornite dal Central Bureau of Statistics di Israele parlano di circa 3.399.300 arrivi turistici, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2017 (2.966.000) e del 44% (2.364.700) rispetto al 2016.

Per mille strade

Giovani come aquile, capaci di volare in alto, e non come polli da tenere chiusi in cortile

70mila giovani di tutta Italia a Roma per Papa Francesco. Un lungo intreccio di strade e pellegrinaggi che si è chiuso con il grido dei giovani "Siamo qui". Il card. Bassetti, presidente della Cei, racconta questo incontro di preghiera, festa e testimonianza: "La Chiesa non può stare in panchina con i giovani. Deve essere al loro fianco per indicare la direzione. Deve accompagnarli a guardare verso l’alto, come solo le aquile sanno fare. La Chiesa deve aiutarli perché guardino in alto. Non possiamo venire meno a questa missione, non possiamo limitarci ai soli bisogni materiali dei giovani che pure sono da tenere presenti”

70mila giovani di tutta Italia a Roma per Papa Francesco. Un lungo intreccio di strade e pellegrinaggi che si è chiuso con il grido dei giovani “Siamo qui”. Il card. Bassetti, presidente della Cei, racconta questo incontro di preghiera, festa e testimonianza: “La Chiesa non può stare in panchina con i giovani. Deve essere al loro fianco per indicare la direzione. Deve accompagnarli a guardare verso l’alto, come solo le aquile sanno fare. La Chiesa deve aiutarli perché guardino in alto. Non possiamo venire meno a questa missione, non possiamo limitarci ai soli bisogni materiali dei giovani che pure sono da tenere presenti”

Terremoto 2009

L’Aquila nove anni dopo. Nell’area del “doppio cratere” dove la ricostruzione è “tutta in salita”

Viaggio nell'area del "doppio cratere", vale a dire la zona colpita prima dal sisma del 2009 e poi da quello del 2016. Tra burocrazia e lungaggini "le ricostruzioni" stentano a partire.

Viaggio nell’area del “doppio cratere”, vale a dire la zona colpita prima dal sisma del 2009 e poi da quello del 2016. Tra burocrazia e lungaggini “le ricostruzioni” stentano a partire. Le speranze adesso si appuntano tutte sulla ordinanza n. 51 del 28 marzo 2018 riguardante gli “interventi di ricostruzione su edifici pubblici e privati già interessati da precedenti eventi sismici” che dovrebbe mettere un po’ di ordine nella normativa da applicare.

Terra Santa

Incontro di Bari. Padre Patton (Custode Terra Santa): «Solo incontrandosi con Dio gli uomini impareranno a incontrarsi tra di loro»

«Su di te sia la pace. Cristiani insieme per il Medio Oriente»: è il motto ufficiale della visita di Papa Francesco a Bari per l’Incontro ecumenico di preghiera per la pace in programma domani 7 luglio. Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, ribadisce l'importanza della preghiera nella quale, afferma, «si può sperimentare una forma di unione e di azione determinata per la pace, per il dialogo e l'incontro».

«Su di te sia la pace. Cristiani insieme per il Medio Oriente»: è il motto ufficiale della visita di Papa Francesco a Bari per l’Incontro ecumenico di preghiera per la pace in programma domani 7 luglio. Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, ribadisce l’importanza della preghiera nella quale, afferma, «si può sperimentare una forma di unione e di azione determinata per la pace, per il dialogo e l’incontro».

Medio Oriente

Turchia, Gasparetto (univ. Padova): «La vittoria di Erdogan, un uomo solo al comando»

Con il 52,7% dei consensi, Recep Tayyip Erdoğan, leader del partito Akp, ha vinto le elezioni tenutesi in Turchia domenica 24 giugno riconfermandosi così capo dello Stato, carica che detiene dal 2014. Forte della riforma costituzionale varata nell’aprile del 2017 che ha abolito la carica di primo ministro accentrando il potere esecutivo, e per certi versi anche giudiziario, nelle mani del presidente, Erdogan sarà chiamato a guidare la Turchia fino al 2023. L'analisi di Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova.

Con il 52,7% dei consensi, Recep Tayyip Erdoğan, leader del partito Akp, ha vinto le elezioni tenutesi in Turchia domenica 24 giugno riconfermandosi così capo dello Stato, carica che detiene dal 2014. Forte della riforma costituzionale varata nell’aprile del 2017 che ha abolito la carica di primo ministro accentrando il potere esecutivo, e per certi versi anche giudiziario, nelle mani del presidente, Erdogan sarà chiamato a guidare la Turchia fino al 2023. L’analisi di Alberto Gasparetto, dottore di ricerca in Scienza politica e relazioni internazionali all’Università di Padova.

Padre Alsabagh (Aleppo), “le ferite si curano con la riconciliazione” / VIDEO

“Il Papa in Siria? È stato invitato diverse volte in modo formale e informale a visitare la Siria. Tutti i vescovi hanno manifestato questa volontà. Certo bisogna anche capire dove andare ospite e chi visitare. Non è facile e anche la sicurezza non è stabile”. Non nasconde la speranza di vedere il Pontefice nel suo Paese dilaniato da oltre sette anni di guerra, padre Ibrahim … Continua a leggere Padre Alsabagh (Aleppo), “le ferite si curano con la riconciliazione” / VIDEO »

Giordania, un caseificio e una pizzeria, dal produttore al consumatore

Dopo la pizzeria solidale di "Mar Yousef's pizza", nata lo scorso ottobre nella parrocchia di Jabal di Amman per dare un mestiere a rifugiati iracheni della Piana di Ninive, ora ad Adir, nel sud della Giordania, ha aperto i battenti un caseificio dove dieci donne producono formaggi per rifornire la pizzeria della Capitale e la sua cucina dove si sfornano chili di pasta fatta a mano con ripieno di ricotta. Una filiera della solidarietà raccontata da due dei suoi artefici, il parroco di Jabal don Mario Cornioli e il pastore sardo Stefano Lai che ha istruito, per circa due settimane, le donne sull'arte casearia

Un pizzaiolo lucano, uno chef veneto e un pastore sardo: sembra l’inizio di una di quelle storielle divertenti che si raccontano tra amici per ridere un po’ e invece sono alcuni dei protagonisti di una storia di solidarietà, nata poco più di un anno fa in Giordania, che sta assumendo sempre più i contorni di un ampio progetto di riscatto sociale, umano e economico. A … Continua a leggere Giordania, un caseificio e una pizzeria, dal produttore al consumatore »

Gaza, suor Tighe (Caritas Jerusalem), “una bomba pronta ad esplodere”

“Una bomba pronta ad esplodere”: è questa l’immagine che suor Bridget Tighe, da gennaio direttrice generale di Caritas Jerusalem, usa per descrivere al Sir la situazione a Gaza dopo le forti proteste delle settimane scorse, culminate nei violenti scontri del 14 maggio al confine con Israele, che hanno provocato decine di morti e migliaia di feriti. Nell'intervista al Sir la religiosa ribadisce anche la necessità di allentare il blocco israeliano per dare respiro alla popolazione che vive in condizioni drammatiche.

“Una bomba pronta ad esplodere”: è questa l’immagine che suor Bridget Tighe, da gennaio direttrice generale di Caritas Jerusalem, usa per descrivere al Sir la situazione a Gaza dove ha vissuto e operato per ben cinque anni. Dopo le forti proteste delle settimane scorse, culminate nei violenti scontri del 14 maggio al confine con Israele, che hanno provocato decine di morti e migliaia di feriti, … Continua a leggere Gaza, suor Tighe (Caritas Jerusalem), “una bomba pronta ad esplodere” »

Scontri a Gaza. Da Silva: »Basta sparare, si faccia guerra alla povertà«

Dalla Striscia di Gaza la testimonianza del parroco, padre Mario Da Silva: "La violenza e l’odio sono generati anche dalla condizione di ingiustizia in cui la popolazione vive. È urgente risolvere al più presto la povertà che mette in ginocchio la popolazione giunta oramai allo stremo per disinnescarne la rabbia. Abbiamo bisogno di cibo, medicine, acqua, energia elettrica, ma abbiamo bisogno anche della preghiera". L'appello a tutte le chiese affinché preghino, sabato sera, vigilia di Pentecoste, per la pace a Gaza e in Terra Santa. La solidarietà e la vicinanza di Papa Francesco

“Se i morti potevano essere evitati? Certo. Bastava non premere il grilletto. Papa Francesco lo ha detto ancora all’udienza di mercoledì: ‘Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza’. Così è stato e lo abbiamo visto con i nostri occhi. Adesso non sappiamo cosa ci riserverà il futuro. La paura è grande”. Dal compound della parrocchia latina … Continua a leggere Scontri a Gaza. Da Silva: »Basta sparare, si faccia guerra alla povertà« »

Gerusalemme. P. Ibrahim Faltas: “Non smettiamo di pregare per la pace”

Scontri a Gaza, con oltre 50 morti palestinesi e 1.800 feriti, e in tutta la Cisgiordania per protestare contro l'apertura ieri a Gerusalemme della ambasciata Usa, giorno in cui Israele celebra il 70° anniversario della sua fondazione. E per domani, giorno della Nakba (catastrofe), termine con cui i palestinesi definiscono la nascita di Israele, il rischio scontri appare ancora più elevato. A Gaza indetto il coprifuoco. Le testimonianze da Gerusalemme di padre Faltas, il francescano protagonista dell'assedio della Natività del 2002 a Betlemme, e da Gaza la voce di altri esponenti cristiani sulla vicenda

“Sono in Terra Santa da 30 anni e non ho mai visto cose del genere, mai tanta rabbia da parte dei palestinesi. Si muore a Gaza, scontri sono in corso a Jenin, Ramallah, Hebron, Betlemme e in altre città della Cisgiordania. Il bilancio delle vittime si aggiorna in continuazione. E domani si teme sarà peggio”. A parlare al telefono, da Gerusalemme, è padre Ibrahim Faltas, direttore … Continua a leggere Gerusalemme. P. Ibrahim Faltas: “Non smettiamo di pregare per la pace” »

Istruzione: la ricetta del linguista Serianni: «arricchire il lessico per una cittadinanza consapevole. Senso critico contro le fake news»

La competenza lessicale e la conoscenza delle parole può aiutare a formare un senso di cittadinanza consapevole tra i giovani: parola del linguista Luca Serianni. Per il filologo, ordinario di Storia della lingua italiana all'università "La Sapienza" di Roma, "bisogna prendere atto di tutta la realtà linguistica complessa che ci circonda a partire dall’editoriale dei giornali". Perché "se viene meno il senso critico, se banalmente si crede a qualunque cosa si legga in rete, siamo banderuole che si agitano al primo vento che soffia. Cosa che dobbiamo evitare per una ragione civile innanzitutto, prima ancora che educativa".

La competenza lessicale e la conoscenza delle parole può aiutare a formare un senso di cittadinanza consapevole tra i giovani: parola del linguista Luca Serianni. Per il filologo, ordinario di Storia della lingua italiana all’università “La Sapienza” di Roma, “bisogna prendere atto di tutta la realtà linguistica complessa che ci circonda a partire dall’editoriale dei giornali”. Perché “se viene meno il senso critico, se banalmente si crede a qualunque cosa si legga in rete, siamo banderuole che si agitano al primo vento che soffia. Cosa che dobbiamo evitare per una ragione civile innanzitutto, prima ancora che educativa”.

L’Aquila. Petrocchi, «ecco il volto ferito e nascosto del terremoto» / VIDEO

Ludopatie, gioco d’azzardo, dipendenze da alcool e droghe, abuso di psico-farmaci: sono solo alcuni dei problemi che raffigurano lo specchio del disagio sociale del post terremoto de L’Aquila, a nove anni da quel 6 aprile 2009, quando alle 3.32, una scossa di 5.8 gradi Richter devastò il capoluogo abruzzese e parte della regione, provocando 309 morti, 1600 feriti e oltre 65 mila sfollati. Oggi a vegliare … Continua a leggere L’Aquila. Petrocchi, «ecco il volto ferito e nascosto del terremoto» / VIDEO »

Ecologia, il vescovo Pompili: «da Nord a Sud, crescono le comunità “Laudato si’»

Dopo la presentazione il 16 marzo a Roma, sale il numero delle comunità “Laudato si’”, promosse dalla diocesi di Rieti e da Slow Food. Da Roma a Enna, da Belluno a Catania, passando per Rieti, Moncalieri, Bologna, Bergamo e altre città italiane, le comunità “Laudato si’” sono un modo “pratico, concreto, possibile” per fare dell’ambiente e dell’ecologia integrale uno stile di vita secondo i principi dell’enciclica di Papa Francesco. Le parole di mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, che da Accumoli, terra segnata dal terremoto del 24 agosto 2016, torna a lanciare la proposta.

Via Crucis con il vescovo ad Accumoli: «costruire meglio e non solo le case antisismiche ma mettere al sicuro la nostra vita»

La processione del Venerdì Santo tra le casette Sae è cominciata con queste parole: «vogliamo pensare alla nostra ricostruzione, perché pure noi nel passato con ammirazione guardavamo le opere delle nostre mani, la bellezza dei nostri borghi».

La processione del Venerdì Santo tra le casette Sae è cominciata con queste parole: «vogliamo pensare alla nostra ricostruzione, perché pure noi nel passato con ammirazione guardavamo le opere delle nostre mani, la bellezza dei nostri borghi».

Via Crucis al Colosseo, suor Genevieve porterà la croce: «con me i dolori dell’Iraq e le lacrime di chi è solo»

Ci sarà anche suor Genevieve Al Haday, religiosa irachena dell’ordine delle domenicane di Santa Caterina, tra i "cruciferi" della Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo, con Papa Francesco. La suora è scampata con altre sue consorelle alla violenza dello Stato Islamico che costrinse, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, circa 120mila cristiani a fuggire dalla Piana di Ninive fino ad Erbil, in Kurdistan, per trovare salvezza. Il Sir ha raccolto la sua testimonianza: «Nella Croce che porterò sono riposte le speranze di pace del mio Paese e di tutto il Medio Oriente, il ricordo dei suoi martiri cristiani e anche le lacrime di solitudine di una anziana donna di Roma...»

Ci sarà anche suor Genevieve Al Haday, religiosa irachena dell’ordine delle domenicane di Santa Caterina, tra i “cruciferi” della Via Crucis al Colosseo, Venerdì Santo, con Papa Francesco. La suora è scampata con altre sue consorelle alla violenza dello Stato Islamico che costrinse, nella notte tra il 6 e il 7 agosto 2014, circa 120mila cristiani a fuggire dalla Piana di Ninive fino ad Erbil, in Kurdistan, per trovare salvezza. Il Sir ha raccolto la sua testimonianza: «Nella Croce che porterò sono riposte le speranze di pace del mio Paese e di tutto il Medio Oriente, il ricordo dei suoi martiri cristiani e anche le lacrime di solitudine di una anziana donna di Roma…»

Siria: si combatte a Ghuta. I “giorni duri” dei cristiani di Damasco

La testimonianza del francescano padre Bahjat Elia Karakach, da Bab Touma, il quartiere cristiano di Damasco, bersagliato con razzi e missili dai jihadisti assediati nel vicino sobborgo di Ghuta bombardato  dall'esercito regolare di Assad.

La testimonianza del francescano padre Bahjat Elia Karakach, da Bab Touma, il quartiere cristiano di Damasco, bersagliato con razzi e missili dai jihadisti assediati nel vicino sobborgo di Ghuta bombardato  dall’esercito regolare di Assad.

Giovani: don Falabretti (Cei), “il Sinodo per ringiovanire il volto della Chiesa”

Il 2018 si presenta con una densa agenda di appuntamenti con i giovani protagonisti: il Sinodo sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, di ottobre, preceduto dall’incontro di Papa Francesco con i giovani italiani di agosto e prima ancora il meeting pre-sinodale di marzo con 300 ragazzi, credenti e non, da tutto il mondo. Sarà un tempo di  ascolto e di dialogo con … Continua a leggere Giovani: don Falabretti (Cei), “il Sinodo per ringiovanire il volto della Chiesa” »