La Valle del Primo Presepe

Arte, musica e luce: la prossima edizione della Valle del Primo Presepe splende di bellezza

Presentata la terza edizione del progetto "La Valle del Primo Presepe", l'evento promosso da Chiesa di Rieti in collaborazione con i Comuni di Rieti e Greccio volto al recupero e alla riscoperta del significato originario e originale dell’intuizione di san Francesco nella Valle Santa reatina

Natale a Rieti è sempre più Valle. È stata presentata la prossima edizione del progetto “La Valle del Primo Presepe“, evento promosso da Chiesa di Rieti con la collaborazione dei Comuni di Rieti e di Greccio, della Fondazione Varrone e dalla Regione Lazio con la collaborazione di molte altre entità pubbliche e private. Un percorso iniziato tre anni fa, un complesso di iniziative articolate proprio tra il borgo di Greccio e la città di Rieti, tutte volte al recupero del significato originario e originale dell’intuizione di san Francesco.

A portare il benvenuto, nella chiesa sconsacrata di largo San Giorgio, il “padrone di casa”, Antonio D’Onofrio, presidente della Fondazione Varrone, che ha ribadito il sostegno e la ferma fiducia «in uno degli eventi più importanti dell’anno, fondamentale sia per i contenuti che per le modalità di svolgimento».

Eventi ricreativi, arte, musica, e cultura che punteggeranno per tutto il periodo natalizio la Valle Santa reatina, “da Greccio a Rieti”, come esplicita il sottotitolo della manifestazione. Perchè è da Greccio che partì tutto, quella notte di Natale del 1223, e a Rieti che in quel periodo san Francesco si muoveva, piantanndo semi di umiltà e gioia nei nostri territori. «Seguiremo come sempre l’indicazione di papa Francesco – ha detto il vescovo – che nell’improvvisata che fece a Greccio il 4 gennaio 2016 ci suggerì di cercare la Stella e trovare il Bambino».

Ad illustrare in conferenza stampa gli eventi in programma a Greccio, a partire dall’inaugurazione del 6 dicembre, il vice sindaco Fiorenzo Marchetti, che si è detto «felice che una manifestazione del genere vada finalmente oltre individualismi e campanilismi e riesca a fare finalmente rete intorno a una peculiarità del territorio», e per Rieti l’assessore al Turismo Daniele Sinibaldi: «Questo momento è un’occasione, un’opportunità che tutti noi dobbiamo cogliere, una manifestazione che ha la capacità di riattivare luoghi e dinamiche in tutta la città proprio nel momento del Natale, un periodo che per noi vuol dire non solo festeggiare insieme ma anche riscoprire la nostra identità».

Monsignor Domenico Pompili, illustrando il programma di quest’anno, ha indicato «i tre ingredienti della manifestazione»: arte, musica e luce.

Non mancheranno infatti gli eventi musicali, a partire dal concerto inaugurale di sabato 30 novembre che si terrà al Teatro Flavio Vespasiano e vedrà la conduzione di Lorena Bianchetti e la partecipazione di Michele Zarrillo, suor Cristina, Barbara Cola, il giovane tenore Valerio Monaco e Beatrice Coltella, accompagnati dai giovani talenti del Liceo Musicale Elena Principessa di Napoli di Rieti e diretti dal maestro Leonardo De Amicis. Passando per altri appuntamenti musicali tutti da scoprire, sia a Greccio che a Rieti, per concludere il 5 gennaio 2020 con il grande evento finale, sempre al Flavio Vespasiano, dove si esibirà il Coro Mani Bianche di Roma.

L’arte, naturalmente, la farà da padrona. Molte le esposizioni presepiali sparse in tutta la città di Rieti e nel borgo di Greccio. Nel paese del primo presepe come sempre il percorso di snoderà tra centro storico, Santuario Francescano e Museo Internazionale del Presepe, mentre nel capoluogo non mancheranno installazioni preziose, diversificate e fantasiose. Nella sala mostre del Palazzo Comunale torna, dopo il grande consenso dello scorso anno, “la voce di san Francesco” che spiegherà la propria storia con l’aiuto delle splendide immagini animate disegnate da Lucia Ricciardi. Nelle navate del Duomo di Santa Maria Assunta saranno ospitati invece due presepi: quello storico, ottocentesco, di proprietà della Cattedrale e allestito quest’anno da genitori e alunni della scuola per l’infanzia “Divino Amore” di Rieti, e il presepe “Roma ‘800”, realizzato grazie al prezioso aiuto dell’Associazione Italiana Amici del Presepio, anche quest’anno indispensabile per la realizzazione delle esposizioni.

La Basilica di Sant’Agostino, in piazza Mazzini, esporrà un’icona bizantina dal titolo “Natività nella Valle Santa” mentre in San Domenico saranno esposte le 55 opere partecipanti al contest “La scuola e il presepe”. Ma non è certo tutto. Nella Chiesa di Sant’Eusanio, nel quartiere dei Pozzi, sarà ospitata l’installazione d’arte di Bambinelli creati dai ragazzi autistici della onlus Loco Motiva, e come sempre grazie all’aiuto della Scuola Interforze NBC saranno straordinariamente aperti al pubblico il Chiostro della Beata Colomba e l’Oratorio di San Pietro Martire: due scrigni di bellezza che fungeranno da splendida collocazione per le opere partecipanti al contest presepiale, per il presepe napoletano di proprietà della famiglia Blasetti e per il presepe innevato dell’AIAP.

Le punte di diamante del percorso saranno a Palazzo Papale, una nella parte alta e una sotto le arcate. Di fianco all’opera monumentale del maestro materano Francesco Artese che lo scorso anno ha contato circa 45mila visitatori, sabato 30 novembre alle ore 18 ne verrà inaugurata una nuova e originale, creata di nuovo appositamente per Rieti, dal titolo “Dal perdono alla non violenza”. Lo scenario rappresentato quest’anno sarà Poggio Bustone, dove appunto Francesco ricevette il Perdono.

E nel Salone Papale, oltre al presepe realizzato dall’AIAP e inerente il presepe della Nazione ospite, la Polonia, sarà visitabile una vera inestimabile chicca, il Presepe Antinori, databile alla fine del Seicento e giunto praticamente intonso fino ai nostri giorni: un capolavoro dell’arte sacra, le sue figure sono rappresentative del passaggio dalle statue lignee articolate per permettere il movimento degli arti, a quelle del Settecento Napoletano in fil di ferro e stoppa. Alcune figure sono scolpite a tutto tondo, gli abiti delle altre sono cuciti a mano, rifiniti con trine al tombolo e fili di macramè. Le figure dei popolani sono rappresentare con straorinario verismo dei loro difetti fisici: l’Orbo, la Gozzuta, la coppia dei nani, lo zoppo: la preziosa collezione appartiene alla Provincia di San Bonaventura dei Frati Minori ed è custodita presso il convento di Sant’Antonio di Lanciano.

Nel 2014 le diciotto figure in mostra sono state restaurate a Napoli, dal laboratorio di Antonio Cantone e di sua moglie Maria Costabile, grazie al finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

E come disse papa Francesco, non mancherà la luce. La luce della stella che è diventata il simbolo della manifestazione, e che seguiremo insieme, anche con eventi a tema come lo “Stargate Planetarium”, che domenica 29 dicembre in San Domenico ci pemetterà di osservare la volta celeste osservandola con gli occhi dei miti celati nelle stelle. Luce delle stelle, luce dei bambini, dei giovani, che sono il motore di ogni cosa. Saranno loro, le scuole, gli alunni, i loro genitori, i loro imsegnanti, i primi destinatari dell’eredità storica, culturale e spirituale che Francesco ha lasciato nella nostra terra.

Per loro sono stati pensati i concorsi, i percorsi, il mercato medievale realizzato grazie alla Compagnia degli Arcieri di San Giovanni, finanziato dalla Regione Lazio e inserito dal Miur nelle attività di rilevanza nazionale, e poi il doppio evento dedicato ai mattoncini colorati in programma il 14 e 15 dicembre, i laboratori del gessetto a cura dei Madonnari di Bergamo fissati per sabato 7 e domenica 8 e molto altro.

Attraverso gli occhi dei bambini, ma anche attraverso gli occhi di tutti gli adulti, spesso nel tran tran quaotidiano diventati incapaci di stupirsi di fronte alla bellezza e all’incanto, rivedremo la bellezza nel messaggio di Francesco, universale, luminoso e capace di abbattere ogni barriera con la potenza della Pace.

Maggiori informazioni su tutti gli eventi della Valle del Primo Presepe, e tutti gli eventi correlati di Greccio e Rieti sul sito www.valledelprimopresepe.it.

Gli eventi musicali del 30 novembre e del 5 gennaio che si terranno al Flavio Vespasiano sono prenotabili gratuitamente fino ad esaurimento posti a partire da lunedì 25 novembre inviando una mail a info@valledelprimopresepe.it e specificando dati del richiedente, numero di biglietti e concerto di preferenza.

Per qualsiasi altra informazione o delucidazione e per la distribuzione del materiale informativo è a disposizione di tutti la Segreteria Organizzativa della manifestazione, a Rieti in via Cintia 102.

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