«Aperti per ferie»: corso di formazione per animatori

«Aperti per ferie»: sei incontri, fortemente voluti dal Vescovo e dal responsabile della Pastorale Giovanile, don Luca Scolari, per incontrare tutte quelle persone, in larga parte giovani o giovanissimi, che durante l’estate scelgono di dedicare il loto tempo alla cura e all’accompagnamento nella fede dei più piccoli.

“Per me è una grande gioia vedervi oggi qui riuniti. E vi ringrazio, vi ringrazio perché avete scelto di mettervi in gioco, di sporcarvi le mani”

Sono queste parole del Vescovo Domenico, pronunciate domenica scorsa durante l’omelia di fronte ai giovani radunati nella chiesa del Terminillo, che meglio incarnano il senso dei sei incontri che hanno visto protagonisti, dal 30 Aprile al 7 Maggio a Santa Rufina ,una media di 60 animatori che quest’estate accompagneranno i bambini e i ragazzi nei vari centri estivi parrocchiali. Sei incontri, fortemente voluti dal Vescovo e dal responsabile della Pastorale Giovanile, don Luca Scolari, per incontrare tutte quelle persone, in larga parte giovani o giovanissimi, che durante l’estate scelgono di dedicare il loto tempo alla cura e all’accompagnamento nella Fede dei più piccoli. Sei incontri per gettare le basi di un cammino comune per realtà spesso anche molto diverse tra di loro, dalla grande parrocchia cittadina alla piccola comunità di provincia, tutte però accomunate da una ricca esperienza oratoriale.

Vari gli argomenti trattati, dal gioco all’ambito più prettamente psico-educativo, passando per quello pratico-organizzativo. Gli animatori, infatti, hanno affrontato i temi della relazione educativa e della gestione del conflitto, con la dott.ssa Raffaella Ricci, imparato come siano la programmazione e l’organizzazione il segreto della riuscita di un progetto, nella fattispecie un CRE, con i formatori del COR di Roma, e condiviso un momento molto intenso con lo staff del Gruppo Jobel di Roma, incentrato sulla corporeità come mezzo di comunicazione e costruzione di legami, il famoso “fare squadra”, per finire con lo stage al Terminillo insieme ai formatori del CSI sull’importanza del gioco come spazio educativo.

Tutto questo senza dimenticare che ciò che deve fare la differenza in realtà di questo tipo sono le fondamenta e quindi il fatto che sono e devono essere “laboratori di Fede viva” in cui far crescere, consolidare ciò che è stato seminato. Proprio questo è stato il cuore del quinto incontro, in cui don Emanuele Poletti, direttore UPEE di Bergamo, ha presentato il tema del Progetto CRE 2017, “Detto Fatto: Meravigliose le tue creature”. Partendo da Genesi 1, e quindi dai quattro elementi, sulla falsa riga della Laudato Si’ di Papa Francesco, lo scopo è quello di passare dalle parole ai fatti, di scendere in campo per custodire e far crescere il creato, inteso anche e soprattutto come le comunità in cui viviamo.

L’estate 2017 è dunque una tappa di quel cammino che come Chiesa di Rieti siamo chiamati a compiere, e al suo interno, un’occasione unica per sporcarci le mani ed impastarci un po’ con il mondo che ci circonda, con questa nostra terra, tanto bella quanto ferita, che come uomini ci è stata donata e che siamo chiamati a custodire, e ora, in particolar modo a rimettere in piedi, a far fiorire di nuovo. “Terra per sperimentare l’origine e il fondamento, acqua per tornare all’essenzialità, aria per scoprirsi bisognosi dell’altro e infine fuoco per alimentare di passione le nostre comunità” ci ha ricordato don Emanuele; messaggio ancor più forte perché affidato a noi giovani, la generazione Telemaco, che abbiamo scelto di essere “aperti per ferie”, aperti ai cambiamenti, alle difficoltà, agli imprevisti e alle cadute, ma aperti anche e soprattutto a sporcarsi le mani di questa nostra terra, appunto, convinti che questa è la vera ripartenza.

Sono proprio queste esperienze a far capire l’importanza e la necessità del mettersi in gioco, quanto anche un semplice centro estivo parrocchiale possa rappresentare il seme della rinascita, il fiore nel deserto. E’ chiaro che le difficoltà non mancano e non mancheranno, ed è per questo che, ha ricordato il Vescovo Domenico, non bisogna mai perdere la fiducia nel Buon Pastore che sta davanti e chiama le sue pecore per nome, e queste riconoscono la sua voce. Se noi animatori ci sentiremo chiamati a prenderci cura del nostro modo, e ci riconosceremo sempre nella voce del Buon pastore, allora veramente “Detto Fatto” e questa valle tornerà un giardino.

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