Antonio Cicchetti torna sindaco di Rieti per una manciata di voti. Ora è il tempo del dialogo

È con una manciata di voti che Antonio Cicchetti torna sindaco di Rieti. Un centinaio di croci in tutto, su altrettante schede elettorali, fanno la differenza tra la maggioranza e l’opposizione e mettono fine a una campagna elettorale dai toni troppo accesi, che soprattutto negli ultimi giorni ha consegnato alle cronache parole ed episodi assai poco edificanti. L’ultimo pare sia avvenuto addirittura a urne chiuse, con una sostenitrice dello staff di Simone Petrangeli colpita al volto e ferita al naso.

Il nuovo sindaco ha subito preso le distanze dall’episodio e nel suo breve comizio in piazza ha opportunamente invitato a «rasserenare e pacificare». Le ultime fasi della propaganda hanno infatti portato a galla l’anima peggiore della città, ma, ritrovando la calma, anche da questo si può forse imparare qualcosa. Nella contesa elettorale si possono infatti leggere i disagi, i rancori, le delusioni dei cittadini, insieme alle loro speranze, al desiderio di futuro e a una insospettabile fiducia nella politica.

In pochi si sono soffermati sul ritorno di un serrato confronto tra destra e sinistra. Eppure già nelle percentuali del primo turno si indovinava il bisogno di ritrovare una qualche forma di “partito”, da adottare anche in funzione di collante sociale. Un movimento positivo, grazie al quale sia Petrangeli che Cicchetti sono riusciti a far convergere su di sé istanze diverse, a far mettere da parte i troppi distinguo dei rispettivi gruppi di interesse, a indirizzare verso obiettivi comuni. Una capacità di sintesi, questa, che rientra appieno tra i compiti della politica.

A urne chiuse, sembra opportuno che il vincitore non fermi questo processo, cercando di allargare il più possibile il dialogo ogni volta che i temi saranno di interesse generale. Perché è vero che al ballottaggio si può vincere pure con un voto solo, ma in questi casi il buon senso consiglia di comportarsi di conseguenza: tenendo ben presenti i reali rapporti di forza per non spaccare oltre la città. Tanto più che il ridotto scarto di voti racconta una società che vuole sì guardare avanti, ma senza rinnegare quello che di buono è stato fatto nel passato prossimo e remoto.

La sfida che ora si trova ad affrontare il nuovo sindaco di Rieti è dunque quella di interpretare questa sollecitazione, cercando di amministrare senza che nessuna forza positiva risulti esclusa.

foto di Massimo Renzi

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