Famiglia

Anno nuovo, Esortazione nuova

Il titolo del documento “Rallegratevi ed esultate” (Mt 5,12) fa riferimento alle parole di Gesù riportate da Matteo nel discorso delle Beatitudini.

Anno nuovo, Esortazione (apostolica) nuova! Con l’inizio del 2019 la proposta è quella di passare dalle pagine dell’Amoris Laetitia a quelle della Gaudete et exsultate, l’ultima esortazione apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo che Papa Francesco ha consegnato alle stampe il 19 marzo 2018, solennità di San Giuseppe. È noto quanto il Papa sia devoto al santo sposo di Maria e si spiega quindi come abbia scelto questa ricorrenza per editare un testo che è tutto un invito a vivere la sequela a Cristo nella consapevole speranza che la chiamata alla santità non è affare sono degli altari, ma questione che si gioca nel cammino della nostra quotidianità perché è vocazione di ogni figlio di Dio. Il titolo del documento “Rallegratevi ed esultate” (Mt 5,12) fa riferimento alle parole di Gesù riportate da Matteo nel discorso delle Beatitudini ed è, infatti, seguendo questa “magna charta” che il Papa delinea la chiamata alla santità (capitolo primo) ed evidenzia in (neo)gnosticismo e (neo)pelagianesimo i “due sottili nemici della santità” (capitolo secondo).

Col nome di queste due storiche eresie il Papa vuole mettere in guardia da due atteggiamenti sempre attuali di deriva della fede: la sua riduzione a pretesa intellettualistica e ad efficienza volontaristica. La lettera prosegue poi con il commento al testo delle Beatitudini e della grande regola di comportamento di Matteo 25, 35-36 (“Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…”) un’esegesi pastorale che innerva il terzo e centrale capitolo, mentre gli ultimi due capitoli sono dedicati ad alcune caratteristiche della santità nel mondo attuale (capitolo quarto) a cui si aggiungono combattimento spirituale, vigilanza e discernimento (capitolo quinto).

L’obiettivo sarà quello di sfogliare il testo papale alla ricerca di spunti che, secondo l’esplicita intenzione della lettera, ci permettano di vedere concretamente “i santi della porta accanto” e quindi, inevitabilmente, le vie di santità all’interno del contesto famigliare, dando per presupposto che il primo luogo in cui si incarna la vocazione alla santità è proprio la famiglia. Appare importante riconoscere come il Papa abbia voluto mantenere un leitmotiv con i suoi precedenti documenti, ovvero il filo rosso della gioia. La gioia del Vangelo (Evangelii gaudium) e la gioia dell’amore (Amoris Laetitia) anticipano quest’ultimo testo in cui il Papa ribadisce con forza che la chiamata alla santità impone di rifuggire ogni atteggiamento di tristezza, malumore, frustrazione.

Anche nei momenti più bui, le notti dell’anima vissute da grandi santi vicini e lontani (da Santa Teresa d’Avila a Santa Madre Teresa di Calcutta), la quotidiana pazienza e il costante affidamento a Dio permettono di dire che anche i santi mistici non hanno mai perso la nota della gioia e che quindi santità e gioia frequentemente convivono. E noi? Noi a cui spesso sembra bastare così poco per perdere il sorriso e la tranquillità? Abbiamo molto da camminare, ma proprio per questo vogliamo seguire il magistero del Santo Padre, affinché la gioia delle Beatitudini non sia qualcosa di astratto, recitato solo sulle panche delle chiese, ma si incarni nella nostra vita di tutti i giorni. Una gioia che anticipa sulla Terra quella del Cielo e che chiede di essere narrata ai fratelli.

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