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Alla scoperta dell’antico popolo degli equi

Domenica 25 agosto una giornata alla scoperta dei beni storico-archeologici e naturalistici del paese di Corvaro di Borgorose nel cuore del Cicolano nell’ambito delle attività del FAI Lazio

Nell’ambito delle attività del FAI Lazio volte alla conoscenza del patrimonio culturale materiale e immateriale, poco noto o poco valorizzato, del vasto e multiforme territorio della provincia di Rieti, domenica 25 agosto è stata organizzata una giornata alla scoperta dei beni storico-archeologici e naturalistici del paese di Corvaro di Borgorose nel cuore del Cicolano.

«Il gruppo FAI Lazio Gruppo della Sabina, che ringrazio per l’interesse dimostrato, guiderà un’escursione alla scoperta degli Equi e del Cicolano»,  annuncia il presidente della Provincia Mariano Calisse con orgoglio. «Si partirà dal nostro tumulo per finire con la Visita guidata al Museo Archeologico del Cicolano (MAC) e al Museo Naturale Montagne della Duchessa, un percorso che mi sento davvero di consigliare a tutti gli appassionati e curiosi di storia, natura e archeologia»

La Piana di Corvaro, chiusa a nord-est dagli imponenti rilievi delle Montagne della Duchessa, preserva le più importanti tracce archeologiche che ci permettono di ricostruire le antiche comunità tribali degli Equi, fiera e bellicosa popolazione dell’Italia antica.

La maggiore evidenza archeologica della zona è certamente il gigantesco Tumulo di Corvaro, detto del Montariolo, una vera e propria necropoli frequentata per 800 anni (dal IX al II/I sec a.C.) condensata intorno a un grandioso monumento funerario (50 m di diametro per 4 m di altezza) unico nel suo genere nel panorama peninsulare. I materiali della necropoli del Montariolo sono conservati nel vicino Museo Archeologico del Cicolano di recente costituzione, custode anche delle memorie più antiche dell’intero territorio equicolano.

A Corvaro è presente anche il Museo della Riserva Naturale della Montagne della Duchessa necessaria tappa conoscitiva per inserire le evidenze storico-archeologiche nel quadro ambientale.
Da non trascurare una visita al Castello, imponente fortilizio dell’XI sec. a dominio della Piana e della viabilità montana verso il Fucino e l’aquilano oggi ricalcata dal tratto reatino del sentiero europeo E1.

Un’area incastonata in una meravigliosa cornice ambientale, un paesaggio culturale capace di evocare l’idendità di un territorio dalla storia millenaria che affonda le sue radici anche in quell’antico popolo guerriero che viveva tra i monti del Cicolano.

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