Giornata della Parola

Alla Giornata della Parola, la «tenerezza di Dio» nella lettura pubblica del Vangelo

La tenerezza che emerge forte nelle pagine lucane è risuonata nella proclamazione solenne e pubblica delle principali pericopi, tenuta sul palco dal gruppo Jobel, che già l’anno scorso, nella prima edizione della Giornata della Parola, si era cimentato a dare voce all’intero vangelo di Marco

È stata tenerezza l’espressione chiave della Giornata della Parola 2018. Quella tenerezza che è identifica il Vangelo consegnato in vista del prossimo anno liturgico: Luca, il cantore della misericordia di Dio. Quella risuonata nella Giornata in cui si è messa al centro la Sacra Scrittura, fedelmente alla consegna che papa Francesco ha fatto a conclusione  del Giubileo straordinario della misericordia di dedicare, nelle Chiese locali, una domenica dell’anno alla Parola di Dio.

La tenerezza che emerge forte nelle pagine lucane è risuonata nella proclamazione solenne e pubblica delle principali pericopi, tenuta sul palco dal gruppo Jobel, che già l’anno scorso, nella prima edizione della Giornata della Parola, si era cimentato a dare voce all’intero vangelo di Marco. Stavolta l’ufficio evangelizzazione della diocesi, diretto da padre Mariano Pappalardo, ai bravi artisti del gruppo teatrale ha affidato dei brani scelti, essendo il testo lucano più lungo. E dalle voci (e accompagnamento strumentale) di Davide Mario Lopresti, Luca Pellino, Letizia Spata, Francesco Sportelli ecco risuonare, con una enfatica e sublime lettura drammatizzata (e qualche momento sottolineato anche dalle coreografie della danzatrice Francesca Di Franco), le pagine più belle del terzo dei Vangeli sinottici.

Partendo dal Vangelo dell’infanzia, coi racconti degli annunci angelici a Zaccaria e a Maria, fino all’ascensione di Gesù, passando per le fasi del ministero e della predicazione di Cristo e in particolare quelle pagine specifiche che maggiormente evidenziano la tenerezza del Signore: le tre parabole della misericordia, quella del buon samaritano (rielaborata in un racconto dalla commovente indole drammatica), il fariseo e il pubblicano, l’episodio di Zaccheo… Poi tutto il racconto della passione e l’esaltante capitolo finale su un annuncio pasquale che altro non dice che tenerezza, misericordia, come poco dopo vorrà sottolineare il biblista Maurizio Guidi, chiamato a proporre, all’interno della Cattedrale, la densa lectio su un’altra “chicca” tutta lucana che è la pagina dei discepoli di Emmaus.

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