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Al via “Liberi sulla Carta”, il vescovo Domenico: «Che questa iniziativa conservi il suo coraggio»

È intervenuto anche il vescovo Domenico all'inaugurazione della decima edizione di "Liberi sulla Carta", fiera dell'editoria indipendente che quest'anno si sposta da Farfa a Rieti.

È intervenuto anche il vescovo Domenico all’inaugurazione della decima edizione di “Liberi sulla Carta”, fiera dell’editoria indipendente che quest’anno si sposta da Farfa a Rieti.

«Lo scorso anno a Farfa sono rimasto colpito dalle serie di stand e di eventi che si svolgevano a lato dell’antica abbazia – ha detto il vescovo -, mi è sembrato un accostamento neanche troppo casuale visto che i monaci benedettini hanno fatto la storia del libro da Guttemberg in poi. La bella notizia di oggi è che “Liberi sulla Carta” trasloca a Rieti, in particolare qui nella biblioteca paroniana che rimanda al coraggio di un vescovo colto, monsignor Giovanni Paroni, che dopo l’Unità d’Italia decise di aprire al pubblico un patrimonio sterminato di libri».

Monsignor Pompili, in apertura della manifestazione che prevede importanti ospiti, ha voluto formulare «l’augurio che “Liberi sulla Carta” conservi ed implementi il suo coraggio che ha permesso in un periodo di crisi dell’editoria, di continuare a proporre iniziative di qualità che danno voce ad autori di valore, garantendo uno spazio gratuito, inclusivo e culturalmente stimolante».

Un’iniziativa che sarà strumento di crescita culturale della città, «con senso della misura, cioè un profilo minore che non significa minimo, ma adatto alla dimensione e alla storia di questo territorio. Recuperare una filiera della piccola editoria potrebbe essere una chiave di lettura appropriata al terrorio. Anche riuscendo a volgere in positivo l’essere “di provincia”».

Un accenno agli eventi, ma anche agli spazi deputati per la cultura, che vanno valorizzati, aperti, talora riscoperti: «Rieti con questo bellissimo spazio dell’ex convento di santa Lucia ha veramente costruito negli anni una sensibilità particolare. Ma occorre incrementare questo spazio, liberando ancora altri segmenti della città che messi insieme possono diventare un perimetro culturale di tutto rispetto. Penso alla valorizzazione della chiesa di san Domenico che la chiesa di Rieti ha esplicitamente finalizzato alla musica e all’arte, alla biblioteca diocesana sita nella chiesa di San Liberatore, ma anche alla definitiva sistemazione di questo stupendo contesto che grazie all’ascensore metterebbe direttamente in contatto con il centro storico della città. Sarebbe un sogno, infine, se quanto realizzato dalla Fondazione Varrone a largo San Giorgio, con la biblioteca e gli altri spazi – senza entrare ovviamente nel merito della vicenda amministrativa e giudiziaria – potesse entrare ad essere uno spazio di cultura vivibile soprattutto per i i giovani».

Il programma di “Liberi sulla Carta” prenderà il via oggi pomeriggio e stasera sul palco del polo culturale di Santa Lucia salirà subito un grande ospite, Giorgio Tirabassi.

 

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