In famiglia

Al servizio degli altri

A guardare bene i dati sono i ragazzi e le ragazze meno istruiti e provenienti dai ceti popolari sono quelli che con più probabilità perdono questa occasione

È utile dedicare del tempo per gli altri e per la propria comunità? È utile che dei giovani scelgano di offrire un periodo della loro vita alla società?
Se da un lato l’esperienza del Servizio civile universale (fino al 2016 nazionale) proposta in Italia sembrerebbe dare una risposta positiva a questa domanda, dall’altro lato sembra molto difficile concretizzarlo. In venti anni sono stati quasi 500mila i giovani volontari. Molti, ma sarebbero stati tanti di più se fossero state stanziate le risorse sufficienti. Nel 2015 sono state ricevute oltre 110mila domande per 31mila posti, 85mila domande nel 2019 per 39mila posti.

Secondo i dati del Dipartimento delle Politiche giovanili: le motivazioni che raccolgono maggiori consensi tra i volontari sono “Essere utile agli altri” e “Acquisire nuove competenze e conoscenze”.

Eppure solidarietà, gratuità, tutela dell’ambiente, promozione della cultura sono ingredienti essenziali per una comunità civile. La loro assenza rende più fragili i legami tra le persone, alimenta le distanze tra individui e istituzioni, destabilizza l’equilibrio con la natura e minaccia la capacità di godere della bellezza e di incrementare le disuguaglianze.

Questi ingredienti migliorano la coesione sociale e contribuiscono a qualificare una cittadinanza attiva. Purtroppo spesso non godono di grande attenzione e ci sono poche occasioni di diffonderle. Una volta conclusi i circuiti formativi scolastici le proposte rivolte a tutti tendono a scomparire, rimangono circoscritte ai gruppi di volontariato, ai componenti di associazioni e di altre organizzazioni della società civile. A guardare bene i dati sono i ragazzi e le ragazze meno istruiti e provenienti dai ceti popolari sono quelli che con più probabilità perdono questa occasione, perché sono i meno interessati a fare questa esperienza e perché nei casi in cui ci provano faticano di più a superare le selezioni.

Proprio il servizio civile potrebbe essere – così è stato immaginato – un’occasione di crescita per i giovani cittadini nella responsabilità verso il bene comune. Inoltre se il servizio civile fosse veramente universale sarebbe un’esperienza arricchente per la singola persona e unificante per la fascia generazionale che in quel periodo la affronta.

Purtroppo una volta affermato il principio continuiamo a perdere l’occasione è un po’ è il senso civico complessivo che ne paga le spese.

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