Al Premio Letterario “La tentazione di essere felici”

Il 19 febbraio alle ore 17:00 presso l’auditorium Varrone si svolgerà l’incontro con l’autore del primo libro in concorso del Premio Letterario città di Rieti è il romanzo “La tentazione di essere felici” (Longanesi) di Lorenzo Marone. Saranno presenti gli studenti che hanno aderito all’iniziativa “Adotta un libro”, la Giuria e tutti i lettori.

Nel libro ascoltiamo la voce di un uomo anziano, Cesare Annunziata, vedevo e padre di due figli. “Dante è gay” come tiene a sottolineare lui stesso, Sveva è un avvocato. La sua vita si svolge tra quelle dei condomini, in particolare Emma una giovane donna violentata dal marito. “Non sei cattivo sei solo egoista” diceva di lui la moglie Caterina, eppure nel corso del racconto scopriremo che non è così semplice definirlo.

La sincerità spudorata è la caratteristica più evidente del protagonista, giustificata come forma di cinismo legato all’età avanzata. In realtà le sue parole sono piene di amaro realismo, a volte sarcastico, ma mai malinconico. “Io sono lì, nel non fatto”. Espressioni come questa servono a Cesare per darsi la scossa, recuperare il tempo perduto o comunque gli servono a non illudersi, a non mentire a se stesso.

La storia è costellata di aneddoti, ricordi e considerazioni personali. La vita di Cesare è piena di scelte sbagliate ed episodi determinati per capire la sua condizione attuale ed il suo stato d’animo. Una possibile chiave di lettura che tiene unito tutto il testo è il rapporto con Rossana, una prostituta “sotto i sessanta” che smuove in modi insospettabili l’animo dell’uomo.

Nel testo la vecchiaia è rappresentata in molte sfumature. La Gattara, Marino “la lumaca” e Cesare sono tutti e tre immersi nella solitudine ma reagiscono in modi completamente diversi. Chi riversa il bisogno d’affetto sugli animali e chi scivola nella totale passività. Il protagonista invece cerca di evitare scocciature mantenendo un atteggiamento burbero e distaccato. Eppure non è indifferente al modo che gli gira intorno.

Il romanzo è ambientato a Napoli, una città dove “il prossimo ti viene a bussare fino a casa”. Cesare sfodera la sua anima partenopea quando improvvisa, interpreta si potrebbe dire, il ruolo del generale in pensione o del questore. Si definisce “trasformista” e questa sua capacità lo aiuta a destreggiarsi in un mondo ostile per gli anziani e in particolare per lui. Ma “la vita è come questa città, un abbaglio”. Bella, bellissima finche se ne scordano i vicoli oscuri e pericolosi.

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