Aggregazioni laicali reatine in cammino verso Firenze

Tra i primi a mettersi in sintonia con il convegno ecclesiale di Firenze sono i laici impegnati nelle varie forme di apostolato. Dopo che già nel raduno di inizio quaresima dei membri delle Confraternite si era dato spazio alla riflessione in merito, domenica scorsa si è riunita l’assemblea della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal).

A ospitare la riunione, la parrocchia Regina Pacis, il cui parroco don Fabrizio Borrello è anche assistente spirituale della Cdal, oltre che referente diocesano per il convegno di Firenze, reduce della partecipazione all’incontro regionale dei delegati delle diocesi del Lazio (svoltosi il giorno prima a San Vittorino, in diocesi di Tivoli), insieme a due dei delegati che rappresenteranno la Chiesa reatina a Firenze: Isabella Lombardi e Laura Marignetti, quest’ultima alla guida della Consulta delle aggregazioni laicali fino allo scorso anno.

Presieduta dal suo successore, l’avvocato e capo scout Emanuele Chiarinelli, l’assemblea ha costituito un primo momento di condivisione globale delle riflessioni che già da tempo le varie componenti stanno svolgendo sul cammino verso il convegno ecclesiale. All’interno delle singole aggregazioni si è svolta l’analisi sull’impegno di evangelizzazione alla luce della Evangelii gaudium di papa Francesco e della traccia di preparazione elaborata dal comitato organizzatore di Firenze 2015.

Ci si è divisi, come aggregazioni, in tre ambiti di studio, in base ai carismi specifici delle diverse realtà (l’aspetto dell’educazione e formazione, quello della contemplazione e spiritualità, quello dell’impegno socio–caritativo): coordinati dai membri del consiglio della Cdal, si è sviluppata la riflessione sulla base dei cinque verbi in cui si articola il percorso del convegno ecclesiale: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare.

A conclusione dei lavori, l’assemblea ha dato mandato al consiglio di elaborare un documento di sintesi che verrà poi trasmesso alle singole aggregazioni in modo da poter definire il contributo finale, invitandole però a presentare qualcosa anche prima della elaborazione conclusiva, così da predisporre una bozza quanto più partecipata e completa della analisi e proposte che la Chiesa reatina potrà presentare poi al convegno attraverso i propri delegati.

Si è deciso inoltre di girare le vicarie della diocesi per presentare la Traccia e il documento diocesano in elaborazione. Già una data in programma per le tre vicarie della città: il 19 giugno, quando ci si ritroverà in San Francesco all’interno del programma del Giugno antoniano reatino.

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