Comunità Laudato si'

Ad Amatrice la lettera di papa Francesco alle Comunità Laudato si’: «Giustizia sociale ed ecologia profondamente interconnesse»

È giunta direttamente ad Amatrice la lettera di papa Francesco alle Comunità Laudato si’ impegnate nel loro secondo Forum

È giunta direttamente ad Amatrice la lettera di papa Francesco alle Comunità Laudato si’ impegnate nel loro secondo Forum. Originariamente ideate dalla Chiesa di Rieti e da Slow Food, le Comunità Laudato si’ sono costituite da persone e associazioni che adottano e promuovono stili di vita coerenti ai valori e alle proposte dell’enciclica Laudato si’, a livello personale e collettivo, attraverso incontri e convegni, o portando avanti azioni concrete e iniziative pratiche.

«La ricostruzione tarda a decollare». L’affetto di papa Francesco per i territori colpiti dal sisma del 2016

Si è rivolto direttamente alle donne e agli uomini delle Comunità Laudato si’, papa Francesco, in occasione del secondo del loro secondo Forum ad Amatrice. E non senza ricordare il pesante carico di distruzione e morte portato dal sisma dell’agosto 2016: la scelta di celebrare ad Amatrice l’incontro annuale delle persone e delle associazioni impegnate nella diffusione del pensiero dell’enciclica Laudato si’, è stata infatti apprezzata dal Santo Padre come un segno di vicinanza «a tanti fratelli e sorelle che ancora vivono nel guado tra il ricordo di una spaventosa tragedia e la ricostruzione che tarda a decollare», cogliendo anche «la volontà di far risuonare forte e chiaro che sono i poveri a pagare il prezzo più alto delle devastazioni ambientali».

Da Amatrice all’Amazzonia: «l’uomo non può restare spettatore indifferente»

E in questo modo Bergoglio si è proiettato subito al centro del Forum, dedicato alla foresta Amazzonica, dopo «aver affrontato lo scorso anno il tema della plastica che sta soffocando il nostro pianeta». Attingendo alla Laudato si’, il Papa ha ribadito che «non ci sarà una nuova relazione con la natura senza un essere umano nuovo», che «non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia».

La situazione dell’Amazzonia è il «triste paradigma di quanto sta avvenendo in più parti del pianeta»: l’immagine di «una mentalità cieca e distruttrice che predilige il profitto alla giustizia», conseguenza dell’«atteggiamento predatorio con il quale l’uomo si rapporta con la natura».

Rivolgendosi direttamente ai presenti al Forum papa Francesco ha esortato a «non dimenticate che giustizia sociale ed ecologia sono profondamente interconnesse». Il tema dell’Amazzonia, dunque, non riguarda solo «migliaia di uomini e di donne derubate del loro territorio, divenute straniere nella propria terra, depauperate della propria cultura e delle proprie tradizioni». Ciò che sta «spezzando l’equilibrio millenario che univa quei popoli alla loro terra» ci riguarda tutti, «avrà ripercussioni a livello planetario». Uno «scempio» di fronte al quale «l’uomo non può restare spettatore indifferente», né «la Chiesa può restare muta: il grido dei poveri deve risuonare sulla sua bocca, come già San Paolo VI evidenziava nella sua Enciclica Populorum progressio».

Tre parole per le Comunità Laudato si’

Sul filo di questo pensiero, il Santo Padre ha voluto «consegnare tre parole» alle Comunità Laudato si’ promosse dalla Chiesa di Rieti e da Slow Food.

La prima parola è dossologia: «Dinanzi al bene della creazione e soprattutto dinanzi al bene dell’uomo che della creazione è vertice, ma pure custode, è necessario assumere l’atteggiamento della lode. Dinanzi a tanta bellezza, con rinnovato stupore, con occhi da fanciulli, dobbiamo essere capaci di apprezzare la bellezza di cui siamo circondati e di cui anche l’uomo è intessuto. La lode è frutto della contemplazione, la contemplazione e la lode portano al rispetto, il rispetto diviene quasi venerazione dinanzi ai beni della creazione e del suo Creatore.

La seconda parola è eucaristia: «L’atteggiamento eucaristico dinanzi al mondo e ai suoi abitanti sa cogliere lo statuto di dono che ogni vivente porta in sé. Ogni cosa ci viene consegnata gratuitamente non per essere depredata e fagocitata, ma per divenire a sua volta dono da condividere, dono da donare perché la gioia sia per tutti e sia, per questo, più grande».

La terza parola è ascesi: «Ogni forma di rispetto nasce da un atteggiamento ascetico, cioè dalla capacità di saper rinunciare a qualcosa per un bene più grande, per il bene degli altri. L’ascesi ci aiuta a convertire l’atteggiamento predatorio, sempre in agguato, per assumere la forma della condivisione, della relazione ecologica, rispettosa e garbata».

Tre parole, tre vie, tre indicazioni pratiche per le Comunità Laudato si’ affinché «possano essere germe di un rinnovato modo di vivere il mondo, per dargli futuro, per custodirne la bellezza e l’integrità per il bene di ogni vivente, ad maiorem Dei gloriam».

In Italia sono attive alcune decine di Comunità Laudato si’ e altre sono in fase di costituzione. Esse sono presenti sull’intero territorio nazionale e hanno base in venti località, nelle province di Torino, Cuneo, Asti, Novara, Mantova, Milano, Varese, Pavia, Treviso, Vicenza, Padova, Rieti, Roma, Foggia, Ragusa, Agrigento, Trapani e Caltanissetta. Iniziano inoltre a formarsi in altri paesi del mondo, come nel caso di Brasilia. Con il loro impegno, le Comunità Laudato si’ contribuiscono al movimento ambientalista dal particolare punto di vista dell’«ecologia integrale», tenendo cioè sempre presente la stretta connessione che esiste tra il rispetto per la Casa comune e la giustizia sociale.

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