Terremoto 2016

Ad Accumoli tornano in piazza due monumenti simbolo del paese: «Riscopriamo le nostre radici»

Lo scorso 6 ottobre, ad Accumoli, si è tenuta la cerimonia per l’inaugurazione e nuova collocazione di due elementi simbolo della città: il monumento ai caduti e il monumento dedicato a Salvatore Tommasi

Lo scorso 6 ottobre, ad Accumoli, si è tenuta la cerimonia per l’inaugurazione e nuova collocazione di due elementi simbolo della città: il monumento ai caduti e il monumento dedicato a Salvatore Tommasi. Un appuntamento molto atteso che, oltre alla cittadinanza, ha riunito centinaia di alpini provenienti da diverse delegazioni italiane.

Grazie all’aiuto di Renzo Colucci, presidente dell’Associazione Radici Accumolesi, è possibile ripercorrere la storia delle due opere che, fino alla tragica data del sisma, troneggiavano sulla piazza del paese.

«I due monumenti erano posizionati ai lati della piazza: il monumento ai caduti su un lato e quello a Salvatore Tommasi nell’altro. Il primo, venne inaugurato il 4 novembre 1958 alla presenza dell’allora sindaco Bucci, mentre il secondo nel 1927».

Soffermandosi sulla figura di Salvator Tommasi, Renzo Colucci sottolinea come egli fosse, oltre che un grande studioso, anche una figura di spicco del Risorgimento, avendo dimostrando spiccate abilità diplomatiche nella procedura dell’annessione dell’Abruzzo al Regno d’Italia.

Purtroppo il sisma non ha risparmiato nemmeno la solidità delle due opere. «Il monumento ai caduti è crollato, la madonnina che si erigeva su di esso è stata recuperata dalla soprintendenza mentre il monoblocco è rimasto danneggiato fino all’intervento degli alpini che lo hanno recuperato per restaurarlo. Il busto bronzeo di Salvator Tommasi, invece, è caduto con la scossa del 24 agosto, mentre le lastre laterali si sono staccate con quella del 30 ottobre, che ne ha distrutta una per intero».

«Come associazione Radici Accumolesi – continua Colucci – abbiamo chiesto al Comune l’autorizzazione per restauralo e, dopo un iter di due anni e diverse raccolte fondi, siamo riusciti a portare a termine il progetto».

Un duplice lavoro, quindi, portato avanti da un lato dagli alpini, rappresentati nella cerimonia da Alessandro Federici, responsabile ANA della sezione di Roma, e dall’altro dall’Associazione Radici Accumolesi. Ciononostante, si è optato per celebrare un’unica inaugurazione, affinché tutti potessero partecipare alla rinascita di quei monumenti che facevano parte della vita quotidiana degli abitanti.

Non sono mancate infatti le testimonianze delle persone che in questi due simboli hanno ancora oggi ancorati i loro ricordi. «Una signora mi ha raccontato che in questa piazza giocavano i suoi figli e suo i nipoti – ricorda Colucci – e io stesso da bambino avevo guardato il busto di Salvator Tommasi centinaia di volta e, per questo, vederlo a terra mi ha fatto impressione. Inoltre, accompagnato dalle maestre, ho partecipato in prima persona all’inaugurazione del monumento ai caduti il 4 novembre 1958 e se penso a questo provo un grrande rammarico, perché all’epoca c’erano tanti bambini mentre quest’anno la scuola non è stata riaperta a causa della loro assenza, segno della crisi dell’abbandono che è stato incrementato dal sisma».

Riportare in vita due opere come queste rappresenta quindi un messaggio importante, che va oltre il gesto materiale. «È infatti un piccolo segno rispetto all’immane lavoro della ricostruzione che, però, può servire da stimolo per non abbattersi e andare avanti. Con questi due simboli – conclude il presidente dell’Associazione – riscopriamo le nostre radici, riscopriamo un pezzo di quello che era Accumoli».

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