Acr, un pane per tutti

È stata l’Expo in corso a Milano a ispirare l’attività proposta dall’Acr diocesana per il «Mese degli incontri». In sintonia con il messaggio che la Chiesa ha voluto lanciare nell’evento internazionale, i gruppi dell’Azione cattolica Ragazzi hanno lavorato, in maggio, sul valore del «nutrire la terra», declinato secondo le tematiche proposte nel padiglione della Santa Sede, ruotanti attorno al «Non di solo pane» che richiama il senso della responsabilità della comunità mondiale a garantire cibo per tutti rispettando il pianeta in cui viviamo.

Valore del nutrimento e rapporto con la natura erano così gli aspetti chiave dell’attività che è poi culminata in una speciale «festa degli incontri» vissuta in trasferta da un’ottantina fra acierrini, educatori e genitori: la giornata che il 2 giugno ha visto gli aderenti all’iniziativa (da Regina Pacis, S. Giovanni Bosco e una mini rappresentanza di Vazia) raggiungere il parco natura «Volo alto».

Proprio qui si è infatti concluso il percorso con cui erano state declinate nei gruppi parrocchiali le prime due tematiche del padiglione della Chiesa all’Expo: quella sul «custodire e coltivare» il creato e quella sul «pane da condividere». Il laboratorio del mettersi a impastare il pane ha visto impegnati tutti i ragazzi nel realizzare un panino mandato in forno, mentre i genitori si intrattenevano con un’altra attività che richiamava la terza tematica, quella di «un pane che educa» dedicata proprio agli aspetti educativi della condivisione e dell’accoglienza affidati alla famiglia.

Il tutto è poi confluito – dopo la visita agli animali custoditi nel parco – nella preparazione della Messa che nel pomeriggio si è celebrata sotto il gazebo, in sintonia con la quarta tematica dedicata a quel «pane che rende Dio presente nel mondo». A coprire la mensa, su cui l’assistente di Ac don Zdenek ha celebrato l’Eucaristia, la speciale tovaglia cucita dai genitori nella loro attività, realizzata con tovaglioli portati da casa a indicare proprio l’impegno di educare alla condivisione e al saper preparare una «tavola per tutti».

Le preghiere e l’atto penitenziale esprimevano invece le richieste di perdono per le mancanze verso il creato e gli egoismi che impediscono la condivisione, oltre all’impegno di vivere un rapporto non consumistico con il cibo e di sapersi fare «pane per gli altri», in armonia con il creato e l’umanità intera, che i fanciulli avevano scritto sull’apposito bigliettino che, assieme al proprio panino, è stato consegnato a ciascuno come ricordo-impegno.

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