Scuola

“A Tutta Acqua”: il Rosatelli sul podio del concorso Erg

L’Istituto di Istruzione Superiore Celestino Rosatelli di Rieti sul podio del concorso Erg “A Tutta Acqua”. Il team di studentesse, coordinate dalla professoressa Federica Di Pietro, ha ottenuto un ottimo terzo posto

L’Istituto di Istruzione Superiore Celestino Rosatelli di Rieti sul podio del concorso Erg “A Tutta Acqua”. Il team di studentesse, coordinate dalla professoressa Federica Di Pietro, ha ottenuto un ottimo terzo posto.

“A Tutta Acqua” è un progetto di educazione ambientale dedicato a studenti degli istituti superiori, che mira a sensibilizzare sul ruolo attivo che le giovani generazioni possono svolgere per la salvaguardia dell’ambiente e lo sviluppo della cultura della sostenibilità.

Nel concorso gli studenti sono stati invitati a rappresentare in modo creativo il tema dell’energia rinnovabile attraverso foto, video, disegni, cartelloni, modellini e articoli.

Un concorso che più volte ha premiato il Rosatelli, con un primo posto lo scorso anno e un terzo posto nel 2017.

Questa volta il team di studentesse vincitrici è composto da Beatrice Angeletti, Sofia Angelucci, Chiara Laureti e Rebeccamaria Leoncini, che oggi frequentano la IV articolazione Biotecnologie Sanitarie.

“Il loro lavoro è stato presentato nel maggio dello scorso anno, quando le studentesse frequentavano la classe III – spiegano dal Rosatelli – ma abbiamo avuto i risultati solo ora. Hanno realizzato una tela e chiamato Jugaad il loro progetto, parola che nella lingua Hindi indica il saper trovare soluzioni attingendo a ciò che sai e utilizzando gli strumenti che hai a disposizione. È un’attitudine vincente in tutte le situazioni, anche quelle che sembrano più ingarbugliate o spinose”.

“Il nostro mondo è malato – hanno sottolineato le studentesse – Ogni giorno le sue condizioni peggiorano e la causa è l’uomo con tutto il suo operato, ma l’uomo è anche l’unico che ha la cura a tutto questo male ossia le energie rinnovabili. Noi siamo il futuro e, proprio per questo, ci teniamo che il nostro mondo ce ne riservi uno degno di essere vissuto”.

Le giovani hanno poi spiegato l’idea della tela, di dimensione 70 per 100 centimetri.

“Il quadro – sottolineano – nasce da una passione comune per l’arte, il soggetto è stato invece influenzato dal nostro indirizzo di studi. Una delle nostre materie di corso è infatti biologia, ed è proprio la riproduzione cellulare ad ispirarci. L’opera riproduce la mitosi della terra in una maniera molto particolare. Come sappiamo, dalla mitosi, si generano due cellule identiche tra loro e alla cellula madre. La nostra “cellula terra” invece potrebbe generare due tipi differenti di cellule, proprio perché su di esse agisce l’influenza dell’uomo. Se l’uomo continuasse a sfruttare le risorse della terra e inquinarla, essa potrebbe diventare un’arida palla circondata da nubi. Invece, se tutti partissimo dal nostro piccolo, vivremmo in un meraviglioso ecosistema, in cui tutto è pulito e riutilizzabile, dove l’evoluzione e la natura crescono mano nella mano”.

Ecco allora l’invito, dalle studentesse a migliorare il mondo attraverso l’utilizzo delle energie rinnovabili: pale eoliche, centrali idroelettriche, utilizzo di materiali biodegradabili, raccolta differenziata, riforestazione ed energia solare.

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