Santa Rufina

A Santa Rufina una grande croce per abbracciare la comunità

Nella serata di giovedì 12 settembre, più di 300 persone sono accorse sotto la nuova croce che è stata issata in località “Cacese” presso la frazione di Santa Rufina di Cittaducale alla presenza del vescovo Domenico.

Nella serata di giovedì 12 settembre, più di 300 persone sono accorse sotto la nuova croce che è stata issata in località “Cacese” presso la frazione di Santa Rufina di Cittaducale alla presenza del vescovo Domenico.

La croce, alta 9 metri, e stata ricollocata dopo diversi anni per volontà del popolo santarufinaro e con il contributo generoso del comitato festeggiamenti della Beata Vergine Maria Addolorata, che ha lavorato duramente e senza sosta per inaugurarla in occasione dei primi Vespri della festa della Esaltazione della Croce. Il Vescovo nella sua omelia ha sottolineato il significato profondo della croce guardando prima di tutto a Gesù crocifisso.

La celebrazione, composta e partecipata, ha suscitato in molte persone un pizzico di commozione. La grande croce issata tra gli ulivi al di sopra del paese, aiuta a ritrovare la forza e non cessa di attirare gli sguardi dell’umanità, che invoca salvezza, come ha spiegato ancora il vescovo.

Un grande apprezzamento è stato manifestato dal parroco don Emmanuele dell’Uomo D’Arme e dalla popolazione tutta per il grande gesto realizzato dal Comitato: «Il Crocifisso ci ha uniti tutti! Inauguriamo questo crocifisso, voluto fortemente e poi realizzato dal Comitato dei festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria Addolorata, che ha saputo interpretare il desiderio di tutto il popolo di Santa Rufina, ripristinando una croce luminosa sul paese, esistente già in passato. Abbiamo realizzato una Croce luminosa che brilli soprattutto in alcune solennità liturgiche, ma che sia capace di essere il segno di quella luce del Risorto, sempre accesa, che può illuminare le croci e i drammi di ogni uomo. Io credo, che oggi, come non mai, ci sia la necessità di ritrovare quei segni esteriori che dicono la nostra fede, le nostre tradizioni e l’identità cristiana del nostro Paese. Posso dire allora che sono molto orgoglioso dei miei parrocchiani che con tanta cura, impegno e amore, hanno voluto “issare” sul paese il simbolo dei cristiani, cioè di coloro che, nella quotidianità, vogliono prendere coscienza di proclamarsi e di essere discepoli di Cristo, per seguirne generosamente le orme, carichi delle proprie croci quotidiane ma allo stesso tempo della fede e della speranza cristiana».

Alla cerimonia erano presenti le autorità civili e militari e le associazione di volontariato del comune capoluogo.

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