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A San Rufo il presepe della fraternità interobbedenziale per i bambini bielorussi

Il Gruppo Presepistico della parrocchia di San Giorgio Martire di Liscate, Milano, ha voluto celebrare la costituzione della fraternità francescana, formata dai frati delle tre storiche esperienze del primo ordine dei minori di San Francesco realizzando il primo presepe interobbedienziale nella chiesa di San Rufo.

“E giunge il giorno della letizia, il tempo dell’esultanza”: così le fonti francescane raccontano la storia del primo presepe, voluto da san Francesco d’Assisi quasi 800 anni fa ed il perché attraverso l’accoglienza dei bambini a Natale la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” Ong tenta di far riscoprire alle famiglie italiane ospitanti il significato di “Una Nascita”, “il tempo dell’esultanza”, “il giorno della letizia” nelle nostre case accogliendo un bambino a Natale.

Francesco ha inventato il presepio perché desiderava vedere l’umiltà, la semplicità, la mitezza, la tenerezza di un bambino per intenerire i nostri sguardi.

Il presepe è magia, stupisce sempre piccoli e grandi. E quando la sapienza artigiana si industria il presepe diventa anche opera d’arte legando la tradizione a qualcosa di sempre nuovo. Il presepe è sensibilità all’accoglienza, all’amore, non può essere sbandierato come atto di salvaguardia di radici e cultura italiana trasformandolo in vessillo contro stranieri e immigrati.

Non è un bambino di plastica quello nel presepio, messo e tolto alla bisogna. Nella realizzazione di un presepe ci sentiamo umani, non è nemmeno posto nel sentimentalismo o buonismo condito da struggenti nenie natalizie.

Con la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” ci sentiamo presepio vivente con una storia di accoglienza nelle famiglie. Trasformare il convento in un presepio vivente in casa di accoglienza: è la storia di Cattolica. Legati alla famiglia di “conventuali”, interessati alla sorprendente nascita a Rieti di una fraternità francescana “interobbedienziale” nata come segno di un ordine “sempre più” comunione.
Quella storia di otto secoli, iniziata da Francesco per vivere la freschezza del Vangelo senza spiegazioni inutili.
Le tre famiglie storiche del primo ordine unite sono per noi stimolo ad uscire da vecchi steccati, con mura ed angusti confini.
La nostra storia di accoglienza di minori nelle periferie esistenziali è sintonia con quella Nascita nella nuova Betlemme, luce calorosa che rischiara la nostra venerazione a superare la nausea per una vita egoista, apatica ed indifferente, assurda come quella che rischiamo di vivere nel nostro mondo occidentale.

Francesco portò il presepe nella Terra Santa, non era possibile ricostruire Betlemme in un contesto di crociate. Allora avanti con Greccio, avanti con Francesco sempre nuovo in un contesto della “Laudato Si”, in un contesto di ecologia, di rivalutazione della natura, dell’acqua… per uno sviluppo nuovo, di creazione, rinnovata da un mondo orientato verso la rinnovata sensibilità, verso una Chiesa sempre più francescana con il segno della condivisione.

Oggi la Fondazione “Aiutiamoli a Vivere” porta il presepe nelle case delle famiglie italiane accoglienti un bambino bielorusso quasi a ricordare che la nostra speranza è concreta, quotidiana, domestica, perché inizia da un bambino, in una famiglia che agli occhi del mondo sembra normalissima.
Nulla è per caso, e ancora, il presepe racchiude la bellezza del dono di un amore concreto che resiste al tempo, ai conflitti, al rifiuto, all’indifferenza: “È il messaggio dell’accoglienza di un bambino a Natale, raggiunge le famiglie nel suo quotidiano e restituisce significato ai regali di Natale”.

Il presepe, poi, è un’opera in movimento, destinata a cambiare a seconda del periodo. L’ultimo passaggio è l’arrivo dei Magi, simbolo della manifestazione al mondo. Il loro ruolo è al contempo solenne e triste, con l’Epifania, infatti, le feste natalizie terminano, nelle case il Presepe viene smontato e i bambini accolti tornano in Belarus nella speranza di essere riaccolti.

Il Gruppo Presepistico della parrocchia di San Giorgio Martire di Liscate (MI) ha voluto celebrare la costituzione della fraternità francescana, formata dai frati delle tre storiche esperienze del primo ordine dei minori di San Francesco realizzando il primo presepe interobbedienziale.

Nella valle del presepio, al centro dell’Italia, l’affiancamento con i frati, il comune impegno di accoglienza per i bambini poveri malati della Bielorussia è per noi una grande emozione che diventa contemporaneamente un gran premio.

E’ il presepe che celebra la chiesa come fraternità ed i frati nel mettersi insieme testimoniano il coraggio di condividere il “come è bello” essere Chiesa.

Francesco è l’iniziatore di questa costruzione che, in questo presepio realizzato vede un angolo di una Chiesa gotica erosa dal tempo con vetrate realizzate a mano in antico vetro cattedrale, la struttura è in riparazione ed i nostri fratelli frati sono il cantiere aperto per il restauro.

Nelle nicchie del solido colonnato frontale ci sono le tappe degli eventi che nella vita di Francesco hanno segnato il restauro della chiesa: l’incontro con il Crocifisso, la spogliazione davanti al padre, il programma davanti al Papa Onofrio, il dialogo con il sultano d’Egitto e la notte del Natale di Greccio.

Anche nelle sei nicchie poste sul retro del colonnato vi sono le icone ispirative per una vita di preghiera, di carità, di ascolto e condivisione della Parola, Il logo sulla base esprime la volontà di camminare insieme invitati da Francesco Santo e Francesco Papa.

L’immagine di San Francesco, posta nell’ultima nicchia sul retro, riproduzione di Nicola Ballardini realizzata per la sede nazionale di Terni della Fondazione Aiutiamoli a Vivere, simboleggia la forte unione con i frati francescani. Il presepe sarà esposto fino al 6 gennaio 2019 nella chiesa di San Rufo a Rieti.

A cura della fraternità interobbedenziale di Rieti.

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