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A Borbona spettacoli e lezioni sul digitale ravvivano il paese

Anticipato dallo spettacolo dal colorato spettacolo delle bolle di sapone, nella serata di mercoledì 14 agosto si è svolto a Borbona un interessante dibattito sul tema della comunicazione digitale

Anticipato dallo spettacolo dal colorato spettacolo delle bolle di sapone, interamente dedicato ai più piccoli, nella serata di mercoledì 14 agosto si è svolto presso piazza della Lama a Borbona il dibattito a cura di Daniele Gregori dedicato al tema della comunicazione digitale.

«Vedere il centro storico abitato e vivo è emozionante». Con queste parole ha esordito il sindaco Maria Antonietta Di Gaspare, mettendo in risalto la bellezza della Lama, per l’occasione adornata con fili di lucine dai quali penzolano suggestive immagini: sono le bellissime foto che hanno partecipato al concorso fotografico volto ad immortalare, rigorosamente con lo smartphone, il paesaggio borbontino tramite la percezione personale di ciascuno.

In apertura l’assessore Massimo Tocchio illustra l’importanza dell’utilizzo dei social per il Comune di Borbona e ricorda come attraverso un impegnativo lavoro di crowfoundig sia stato possibile vincere un concorso tramite un canale digitale, ed aggiudicarsi così un taxi sociale a servizio della popolazione.

Daniele Gregori, coach e formatore di marketing digitale, assiste gli imprenditori per curare al meglio il settore della comunicazione, ma il suo impegno è mirato anche a far capire alle persone in che modo possono essere utilizzati gli strumenti digitali affinché si riesca a controllarli senza diventarne vittime.

Con il suo libro Consulenti 4.0, Daniele Gregori si proietta verso il futuro e si chiede «quali saranno i lavori a prova di futuro?». Sembra, infatti, che nell’avvenire chiunque possa essere un consulente, ossia una persona che si mette a disposizione poiché ha delle competenze specifiche e molta esperienza.

Grazie allo sviluppo delle tecnologie, tuttavia, il lavoro diventerà sempre meno routinario e quindi, è necessario essere capaci di plasmarsi secondo le diverse necessità di mercato e non specializzarsi a settori stagni. Quello che suggerisce Daniele è quindi di mettere nel proprio lavoro il valore aggiunto che ci distingue dalle macchine: l’intuito, l’arguzia, il rapporto interpersonale e l’intelligenza emotiva.

Di fatto, è quindi la centralità dell’uomo ad emergere poiché egli è il solo a saper posizionarsi a metà tra astratto e concreto, come dimostra l’immagine dell’uomo vitruviano scelta, non a caso, come copertina del libro. Leonardo da Vinci sosteneva che l’uomo fosse la quadratura del cerchio, indicando con il quadrato la parte più terrena della vita e con il cerchio quella più religiosa: questa condizione, a metà tra astratto e concreto appunto, mette l’uomo nella posizione di essere l’unico a poter operare in un determinato modo.

La scelta della copertina, spiega l’autore, vuole dimostrare come, nonostante ci sia il timore di perdita di creatività attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali, in realtà è sempre l’uomo che li controlla. Dunque, «se comprendi le persone, comprendi il digitale» perchéin ogni caso, dietro gli apparati tecnologici c’è sempre il fattore umano.

Naturalmenete, è sempre dietro l’angolo il pericolo di incappare nelle insidie del web, ma d’altro canto esistono anche molti metodi per tutelarsi. Il primo, è senz’altro quello di prestare la massima attenzione a ciò che si fa: «questi strumenti sono molto veloci, ma non dobbiamo utilizzarli necessariamente con velocità» afferma Daniele che mette in risalto anche la cura che dovrebbe essere posta nel linguaggio utilizzato per comunicare via social.

L’essere umano, infatti, stabilisce relazioni in presenza e questo porta con sé un linguaggio non verbale, come quello dei gesti, che consente di capire in che modo impostare la conversazione. Tutto ciò si perde nel linguaggio della chat in cui è azzerato anche il tono con cui ci si esprime: un modo di comunicare che porta inevitabilmente l’interlocutore all’interpretazione.

Come evitare di fraintendere un messaggio? Semplicemente prendendosi del tempo per leggerlo e capirlo. «Il termine messaggistica istantanea – spiega l’autore – vuol dire che se io invio un messaggio, questo arriva subito, ma non significa che io debba rispondere subito» perciò è importante spendere tempo nell’utilizzare anche in chat quelle accortezze che ci verrebbero naturali in un approccio in presenza fisica dell’interlocutore, .

Sul versante delle fake news, il pericolo più grave è che possono scaturire in quello che in gergo si definisce “l’effetto triceratopo”. Per capire meglio di che cosa si tratta, l’esempio calzante è quello offerto da una famosa foto che ritrae il regista Steven Spielberg accanto ad un defunto animale giurassico. In questo caso, l’attenzione si è focalizzata sul fatto che un uomo avesse ucciso un animale e non sul fatto che l’animale stesso fosse una realizzazione cinematografica di un essere vivente che, tra l’altro, oggi è estinto.

Come distinguere, quindi, ciò che è vero da ciò che non lo è? Anche in questo caso, la risposta di Daniele Gregori è semplice ma efficace. «Tutti sanno che le notizie vengono veicolate da dai siti web delle testate giornalistiche, ma, con l’avvento dei social, le notizie ci vengono presentate direttamente sulla pagina personale. In realtà, i social non nascono come strumenti che fanno news, siamo noi che li abbiamo utilizzati per questo scopo e, per questo, bisogna prestare sempre attenzione alle fonti».

Ma a prescindere dalle insidie, non si può non notare come la tecnologia, se utilizzata nel modo giusto, abbia migliorato in maniera notevole le potenzialità della comunicazione che, se ben fatta. soprattutto per i paesi come Borbona può rappresentare un trampolino di lancio verso le attività del futuro, mirate alla valorizzazione del territorio.

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