5. L’organo della chiesa del monastero di S. Agnese di Rieti

La prima notizia sulla presenza di un organo nella chiesa del monastero domenicano di S. Agnese di Rieti risale al 1651. Da questa data in avanti è nominato molte volte nelle annotazioni di spesa per la messa cantata, appunto, «con organo». Successivamente, nel primo quarto del XVIII secolo si parla di «orchestra nuova» (1714) e di «casa [= cassa] dell’organo» (1720).

L’organo del Werle

Deterioratosi irrimediabilmente il vecchio strumento, nel 1748 arriva il nuovo organo. Era stato fabbricato a Roma dal noto organaro tedesco Giovanni Corrado Werle su ordine e per munificenza delle sorelle Udot, romane, monache in S. Agnese. Il pregevole strumento veniva installato in una chiesa che da qualche anno si andava ammodernando (1741-53) e quasi a lavori ultimati. Era costato 150 scudi, di cui 10 ricavati dalla vendita del vecchio. Altri 180 ce ne vollero per costruirgli intorno l’orchestra o cantoria, forse opera dell’intagliatore aquilano Domenico Santella, che in quegli stessi anni veniva pagato per il nuovo Coro del monastero. Cantoria e organo sono così descritti nel 1777:

«Vi è in essa chiesa un’orghesta di legno, ornamentato d’intaglio, con organo composto di sette reggistri di ripieno, con un secondo principale di legno ed il primo principale, che è la mostra, di stagno, con otto canne di legno. Sei registri di ripieno sono di piombo, cioè ottava, quintadecima, decimanona, vigesima seconda, vigesima sesta e vigesima nona in terzo registro, un registro di flauto in quinto di piombo e cassa con due mantici, opera di Corrado Verlé tedesco, con sua tendina di tela ranciata e suoi ferri ed occhietti».

L’organo di Damaso Fedri

Dopo essere stato accomodato da Damaso Fedri nel 1796 e nuovamente da altri all’inizio del nuovo secolo, l’organo del Werle fu venduto dal governo francese nel periodo 1810-14. Infatti, mentre la visita pastorale del 1829 annota semplicemente che nella chiesa vi era la cantoria senz’organo, quella del 1835, dopo aver affermato che nella chiesa vi era «un organo ricomprato nuovamente per ducati 70», precisa che in precedenza «era stato tolto l’antico e venduto dal governo francese». Del nuovo acquisto, inoltre, avvenuto nell’agosto 1830, vi è memoria in una nota di spesa di quel mese ed anno. Vi si legge:

«Speso in compra di un organo usato scudi 55. Per aggiunta fatta dal falegname alla cassa del medesimo e per lavoro de’ pedali scudi 3,95. All’organaro per l’accordatura e messitura di detti pedali scudi 3. In tutto scudi sessantuno e bai novantacinque, scudi 61,95. La spesa però sarebbe ascesa a scudi 81,95 se due benefattori non avessero contribuito con la somma di scudi venti».

Quest’ultimo strumento, il terzo, dopo diversi restauri (1843 e 1847), fu sostituito da un altro ancora, il quarto. Trovo scritto infatti: «cambio di organo effettuato nel 1859». Fu restaurato nel 1863.

Nell’attuale organo di S. Agnese, all’interno della secreta, vi è la duplice scritta: «Damaso | Fedri | 1807» e «Damaso Fedri Fecit A<n>no Dom<ini> 1807». Il che fa pensare che nel 1859 il monastero abbia barattato l’organo del 1830 con uno costruito dal Fedri nel 1807 e giacente nella sua bottega e destinato forse a chiesa.

Damaso Fedri era figlio del grande organaro Adriano Fedri. Quest’ultimo, dopo il 1752, mutò il cognome Fedeli in Federi, poi sincopato in Fedri, e con questo cognome sposò in seconde nozze la reatina Maria Leoni. Il figlio di primo letto Damaso (Fedeli, poi Fedri), organaro come il padre, dopo aver sposato anch’egli una reatina, certa Camilla Stagni, si trasferì a Rieti, dove tenne bottega dal 1788 al 1795 circa e dove gli nacquero due figlie. Costruì, tra gli altri, l’organo della parrocchiale di S. Rufina di Cittaducale e dal 1792 al ’94 gli fu affidata la manutenzione dell’organo del duomo, costruito da suo padre. In questi anni Damaso torna al vecchio cognome Fedeli, come si firma in un piccolo organo costruito a Rieti nel 1792 e conservato oggi a Roma nel Museo nazionale degli strumenti musicali. Poi torna di nuovo a Fedri. A Rieti gli nacque anche (1800 ca.) il figlio Salvatore, autore, con il proprio figlio Antonio, dell’organo della parrocchiale di Camarda, L’Aquila (1874).

L’ultimo restauro dell’organo di S. Agnese, eseguito da Salvatore Avossa di Salerno, come da iscrizione interna alla cassa, data 1958.

One thought on “5. L’organo della chiesa del monastero di S. Agnese di Rieti”

  1. Biancamaria Neri

    Magari aggiungeste notizie sul monastero e le monache che vivono e pregano inserite nel cuore della città di Rieti molto devota anche della Beata Colomba ivi nata.Dio vi benedica sempre….grazie da una futura monaca

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