3. L’organo della Cappella del Sacramento nella Cattedrale di Rieti

La confraternita del Sacramento in cattedrale, dopo aver realizzato con ogni cura l’omonima fastosa cappella, nel 1674 la fornì di un piccolo organo costruito da Giovanni Battista Boccanera di Leonessa e contornato da una bella cantoria, realizzata, su disegno di Pietro Revecci, da Antonio Conti e Cristoforo Petrongari, intagliatori, e indorata da Giovanni Battista Comparetti.

Nel 1760 fu pagato il famoso Corrado Verle «per riattamento dell’organo» e l’anno dopo per lo stesso motivo Berardino De Santis. In una relazione del 1° settembre 1776 cantoria e organo sono così descritti:

[nella cappella del Sacramento] «vi è l’orchestra del organo, tutto ornamentato d’intaglio e cornici messe a oro, quale resta nella navata della cappella, di sette registri con suoi mantici. Nella mostra di detto organo vi è la sua tenda di tela turchina con suoi cordoni e ferri per difenderlo dalla polvere».

Stava sopra la porta dell’adiacente sagrestia. In quegli anni, la confraternita, «per sonar l’organo in tutte le feste della compagnia», pagava Antonio Rina, valente maestro della Cappella del duomo.

Dopo diverse riparazioni e modifiche, nel 1788 la confraternita fece costruire per 197 scudi un nuovo organo a Raffaele Fedeli di Camerino, fratello di Adriano, che poi fu ammodernato, con un’operazione difficile, delicata e costosa (300 scudi), dall’organaro Francesco Tessicini nel 1838. Tutto questo è documentato in un’iscrizione latina favoritami da mons. Lino Marcelli, parroco della cattedrale, che ringrazio pubblicamente della cortesia. Nella carta si legge quanto segue:

Raphael Fedeli Camers construxit anno domini MDCCLXXXVIII. / Franciscus tessicini romanus unum transtulit fistularum symplegma, alterum restituit / ad votum sodalitii eucharistici / remotis loci ambagibus et periculis, quinque auctionibus tesseris auctis, quatuor novis intrumentis consone relatis / invita sed delicata minerva / canonici Ricci praefectus longanimitatem expertus / XIX idibus augusti anno domini MDCCCXXXVIII / organum hocce polypterum nova arte instauravit perfecit.

( = Raffaele Fedeli di Camerino lo costruì nel 1788. Francesco Tessicini, romano, vi aggiunse soltanto l’insieme delle canne ad ancia [ossia: in fondo al sommier violino soprano e tromba B, in facciata tromba a battaglia e clarino-soprano], restaurò il resto secondo i desideri della confraternita del Sacramento, dopo aver rimosso le crepe e i pericoli dell’ambiente, arricchendolo di 5 tasti, aggiungendo in modo consono 4 registri con un’operazione difficile e delicata, confortato dalla generosità del prefetto canonico Ricci, restaurò e perfezionò quest’organo multisono con moderna arte il 2 settembre 1838»).

Di recente l’organo Fedeli-Tessicini è stato restaurato e collegato o inglobato all’organo grande della Cattedrale.

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