19. Organo della chiesa di San Giuseppe Artigiano

Chiesa della confraternita omonima o dei Falegnami, in via Garibaldi a Rieti. Aveva la cantoria e un organo già prima del 1763, quando appunto, lo strumento ivi esistente fu rinnovato «coll’assistenza del maestro di cappella don Antonio Rina, fratello», ossia socio della confraternita. Antonio Rina fu insigne compositore e uno dei più operosi e longevi maestri di cappella del duomo di Rieti: rimase in carica dal 1726 al 1779. I consigli di un maestro così esperto certamente furono preziosi per aggiornare lo strumento.

Ma ben presto, a causa della rapida decadenza della confraternita, l’organo andò in rovina. Lo testimonia un inventario del 1777, nel quale l’organo è descritto come «inservibile» e «custodito e conservato fuori del suo palco di legno ornato».

Nel 1829 l’organo di S. Giuseppe (molto probabilmente quello settecentesco restaurato e ammodernato) era in cattivo stato e in mediocre stato nel 1918. L’ultimo a suonarlo è stato il maestro reatino Mario Tiberti.

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