Italia

13.189 nuovi casi e 476 morti. Aifa: via libera agli anticorpi monoclonali

Dati in peggioramento. Risale anche il tasso "nuovi positivi / test effettuati". Verso un accordo con i medici di base per la vaccinazione in studio o a casa. E la Svizzera frena su AstraZeneca

Deciso aumento dei nuovi casi di Covid in Italia: secondo il bollettino quotidiano del ministero della Salute, nelle ultime 24 ore sono stati 13.189 a fronte dei 9.660 di ieri ; in ascesa anche il numero dei tamponi (oggi 279.307, ieri 244.429), per un tasso positivi/test che risale al 4,7% (ieri 3,9%). Le vittime sono 476 (ieri erano state 499), per un totale di 89.820.

Le persone ricoverate in terapia intensiva in Italia sono 2.145, 69 in meno rispetto a ieri, nel saldo tra ingressi e uscite; gli ingressi giornalieri sono 133. I ricoverati con sintomi sono invece 20.071, quindi 246 in meno di ieri.

Aifa: via libera agli anticorpi monoclonali​

La Commissione tecnico scientifica dell’Aifa ha dato il via libera agli anticorpi monoclonali in Italia.

“Con le dosi di vaccino che tardano ad arrivare, le categorie e gli ambienti più a rischio potrebbero trovare negli anticorpi monoclonali la protezione contro il Covid di cui hanno bisogno”. Lo afferma Giuseppe
Novelli, genetista dell’Università Tor Vergata di Roma, impegnato nella ricerca di anticorpi monoclonali efficaci contro il Covid-19.

“Gli anticorpi monoclonali sono farmaci precisi, intelligenti e accurati che conosciamo da anni, e che oggi rappresentano l’unica arma farmacologica di cui disponiamo al momento contro il coronavirus“, spiega Novelli. “Sono i cosiddetti ‘farmaci biologici’, usati contro malattie come l’artrite reumatoide e, soprattutto, contro i tumori”. E sono “gli stessi anticorpi che produciamo quando ci ammaliamo o facciamo un vaccino.

La differenza è che sono già pronti ed utilizzabili come una sorta di immunizzazione passiva in quanto non vengono stimolate le cellule immunitarie che conferiscono una ‘memoria’ per produzioni future, come avviene nel caso del vaccino. I monoclonali hanno una durata limitata nel tempo, durano un paio di mesi, fai un ciclo di trattamento e poi lo ripeti se necessario”, osserva il genetista.

Essendo un farmaco gli anticorpi monoclonali “servono a curare innanzitutto. Funzionano contro il Covid specialmente nelle prime fasi della malattia, e la percentuale di successo nella cura dipende da vari fattori”. Ma c’è un’altra funzione che, secondo Novelli, non può essere sottovalutata: “I monoclonali hanno anche un ruolo di protezione, cioè di profilassi. Chi è ad alto rischio, dunque, potrebbe utilizzarli per una protezione provvisoria. Penso ad esempio alle Rsa o alle persone fragili che potrebbero ricevere una sorta di protezione in questi mesi di ritardo nell’approvvigionamento delle dosi di vaccino”.

Vaccini

Una tariffa di 10 euro che le Regioni corrisponderebbero al medico di famiglia per la vaccinazione anticovid effettuata negli studi medici e 28 euro se la somministrazione avviene a casa. È quanto prevede, lo riporta l’Ansa, l’accordo di massima che dovrebbe essere discusso oggi dalle regioni in vista della definizione di un protocollo quadro nazionale per la partecipazione dei medici di medicina generale alla campagna vaccinale. Ai soggetti più anziani, per ora, verrebbero somministrati i vaccini Pfizer (ma solo nei centri vaccinali) e Moderna ed ai più giovani il vaccino AstraZeneca.

Intanto la vicina Svizzera frena su AstraZeneca. L’autorità svizzera che regolamenta l’uso dei farmaci ha dichiarato che i dati sul vaccino AstraZeneca non sono sufficienti per dare il via libera e ha chiesto “nuovi studi”. “I dati attualmente disponibili non permettono una decisione su vantaggi e rischi”, ha affermato Swissmedic in una nota.

In Lazio si è arrivati a oltre 160 mila prenotazioni per gli over 80, più di 1 su 3 ha la sua prenotazione della prima e della seconda dose del vaccino anti covid. La somministrazione dei vaccini avrà inizio l’8 febbraio. La disponibilità delle prenotazioni è collegata alla disponibilità dei vaccini assicurando e garantendo la seconda dose. Nel caso ci fossero più vaccini a disposizione in automatico ci sarà la possibilità di anticipare le prenotazioni. Nel complessoè stata superata la quota delle 207 mila dosi di vaccino somministrate in regione (di cui 15mila agli over 80). Oltre 83 mila le persone hanno già ricevuto i richiami.

Entro fine febbraio in Veneto dovrebbero arrivare, da programma, 193.380 dosi di vaccino anti covid (Pfizer e Moderna. La ripartizione prevede una consegna di 52mila dosi l’8 febbraio, 50.300 il 15 e 91.380 il 22. Sul fronte AstraZeneca, invece, non c’è ancora un programma, ma un’indicazione di massima, che prevede l’arrivo in Veneto di circa 260mila dosi, suddivise in tre consegne, indicativamente a metà febbraio e all’inizio e alla metà di marzo. E inizierà dal 15 febbraio la campagna di vaccinazione dei soggetti ultraottantenni, mentre per gli over 75 bisognerà aspettare la conclusione di questa prima coorte di popolazione. Lo ha riferito l’assessore regionale alla Salute, Manuela Lanzarin.

Anche a Parma e provincia è iniziata il 2 febbraio la campagna di vaccinazioni contro il coronavirus rivolta alle persone con più di 80 anni che sono assistite al loro domicilio. Si tratta di alcune migliaia di persone non autosufficienti che saranno vaccinate a casa loro. La vaccinazione è offerta anche ai coniugi, in qualità di caregivers, cioè di coloro che prestano assistenza. Gli interessati alla vaccinazione sono contattati dal proprio medico di famiglia e dai professionisti dell’Ausl che valutano l’opportunità della somministrazione, in base alle condizioni di salute. In questa fase, quindi, gli anziani ultra ottantenni in assistenza domiciliare non devono telefonare per prenotarsi, ma attendere la chiamata.

Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero della Salute, in Puglia sono state somministrate 117.628 dosi di vaccino, ossia il 94.5% delle quantità consegnate alla regione (pari a 124.535). Le donne vaccinate sono 67.340, mentre gli uomini sono 50.288. La fascia di età con il maggior numero di somministrazioni è quella tra 50 e 59 anni con 31.770 inoculazioni.

Vaccino italiano verso la sperimentazione​

È all’esame del comitato etico dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) la richiesta di sperimentazione di fase 1-2 del vaccino italiano nato dalla collaborazione fra le aziende Takis di Castel Romano (Roma) e Rottapharm Biotech di Monza. Chiamato Covid-eVax, il vaccino ideato da Takis e sviluppato in collaborazione con Rottapharm Biotech si basa su una tecnologia diversa rispetta quella degli altri vaccini finora approvati in Europa e in Italia. Utilizza infatti un frammento di Dna che viene iniettato nel muscolo e promuove la produzione di una porzione specifica della proteina Spike, ossia la principale proteina che il virus SarsCoV2 utilizza per entrare nelle cellule umane, stimolando in questo modo la reazione immunitaria.

L’efficienza del processo è aumentata dalla tecnica dell’elettroporazione, che favorisce il passaggio del Dna all’interno delle cellule in maniera semplice, rapida e senza effetti collaterali grazie a lievi e brevi stimoli elettrici. Takis collabora da anni con un’altra azienda italiana, Igea, il cui elettroporatore è già disponibile in tutta Europa. Le tre aziende insieme stanno collaborando in vista di una diffusione ancora più ampia. “L’autorizzazione di Aifa rappresenta il primo importante passo per lo sviluppo della tecnologia del Dna contro Covid-19 ma anche per altre patologie”, osserva Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore scientifico di Takis.

Le regioni​

1.738 nuovi contagi di Coronavirus in Lombardia a fronte di 38.651 tamponi effettuati (di cui 28.390 molecolari e 10.261 antigenici). Il tasso di positività è del 4,4%. È quanto comunica la Regione Lombardia nel consueto bollettino sull’andamento della pandemia. I decessi registrati sono 46, portano il totale a 27.259. Continuano a diminuire i ricoverati nelle terapie intensive, meno 2. Mentre i ricoverati non in terapia intensiva aumentano di 10. I guariti/dimessi sono 906.

Sono 886 i nuovi positivi al Covid in Sicilia, su 24.130 tamponi processati, con una incidenza del 3,6%. La regione scende al sesto posto per nuovi contagi (ieri era la prima) dopo Lombardia, Campania, Lazio, Emilia Romagna e Puglia. Le vittime sono 34 nelle ultime 24 ore e portano il totale a 3.579. Gli attuali positivi sono 41.122, con un decremento di 491 casi rispetto a ieri. I guariti sono 1.343. Negli ospedali i ricoveri sono 1.510, 19 in meno rispetto a ieri, dei quali 193 in terapia intensiva, 9 in meno rispetto al
giorno precedente.

“Oggi su oltre 11 mila tamponi nel Lazio (+1.373) e quasi 16 mila antigenici per un totale di oltre 27 mila test, si registrano 1.164 casi positivi (+322), 49 i decessi (-3) e +2.119 i guariti. Aumentano i casi e i ricoveri, mentre calano i decessi e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 10%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale scende a 4%. “I casi a Roma città sono a quota 500. Bisogna mantenere alta l’attenzione”, commenta l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato .

Sono 1.047 i nuovi casi di coronavirus registrati in Emilia-Romagna nelle ultime 24 ore su 23.806 tamponi. Continuano a calare i ricoverati e i casi attivi ma si registrano altri 76 morti. Dei nuovi casi 487 sono asintomatici e 532 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46 anni. Bologna è la provincia con più nuovi contagi (195), poi Rimini (147) e Reggio Emilia (120). I guariti sono 1.875 in più rispetto a ieri, i casi attivi 44.402 (-904), il 94,8%. I ricoverati in terapia intensiva sono 194 (-4), 2.122 quelli negli altri reparti Covid (-53).

Sono 819 i nuovi casi di contagi registrati in Piemonte nelle ultime 24 ore. È quanto comunica l’Unità di crisi della Regione Piemonte, sottolineando che dei nuovi casi, 140 sono risultati positivi dopo test antigenico), pari al 4,4% dei 18.699 tamponi eseguiti, di cui 11.574 antigenici. Degli 819 nuovi casi, gli asintomatici sono 336 (41,0%). I ricoverati in terapia intensiva sono 147(-5 rispetto a ieri); i ricoverati non in terapia intensiva sono 2.092 (-46 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 9.796 I tamponi diagnostici finora processati sono 2.547.730 (+ 18.699 rispetto a ieri), di cui 1.039.862 risultati negativi.

Salgono a 38.874 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall’inizio dell’emergenza: nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale sono stati rilevati 143 nuovi contagi. In totale sono stati eseguiti 590.068 tamponi, per un incremento complessivo di 4.350 test rispetto al dato precedente, con un rapporto casi positivi-tamponi eseguiti che segna un tasso di positività del 3,2%. Si registrano anche sette decessi (1.001 in tutto). Sono 416, invece, i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-14 rispetto al dato di ieri), mentre sono 29 (-5) i pazienti in terapia intensiva.

In Calabria ad oggi sono stati sottoposti a test 497.810 soggetti per un totale di tamponi eseguiti 526.244 (allo stesso soggetto possono essere effettuati più test). Le persone risultate positive al Coronavirus sono
33.426 (+318 rispetto a ieri), quelle negative 464.384. Sono questi i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dal dipartimento Tutela della Salute.

Oggi in Friuli Venezia Giulia su 8.502 tamponi molecolari sono stati rilevati 499 nuovi contagi con una percentuale di positività del 5,86%. Sono inoltre 3.195 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 193 casi (6,04%). I decessi registrati sono 17, a cui si aggiungono 10 pregressi di data antecedente il 28 gennaio; i ricoveri nelle terapie intensive sono 63 mentre quelli in altri reparti scendono a 561. Lo comunica il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. I decessi in totale sono 2.471.

Sono 631 i nuovi contagi Covid e 57 i decessi nelle ultime 24 in Veneto. Lo riferisce il bollettino della Regione. Per i nuovi positivi si tratta di un lieve rialzo dei casi rispetto a ieri (erano +621). Il totale degli infetti dall’inizio dell’epidemia si aggiorna così a 313.947, quello delle vittime a 9.103. Tra i numeri positivi, la continua discesa dei dati clinici: nei reparti non critici sono ricoverati oggi 1.858 malati Covid (-48), nelle terapie intensive 211 (-11)

Sono 3 i decessi per Covid in Trentino nelle ultime 24 ore. Sono 38 nuovi casi positivi al molecolare (su 1.993 tamponi) e 223 all’antigenico (su 1.297 i rapidi antigenici notificati). Continua il trend di decrescita del numero di ricoverati in ospedale causa coronavirus con 26 dimissioni, a fronte di 10 nuovi ricoveri. Attualmente quindi i pazienti ricoverati sono 191, di cui 33 in rianimazione. I molecolari hanno confermato la positività di 38 persone il cui contagio era stato individuato nei giorni scorsi dai test rapidi.

da avvenire.it

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